Restauro della chiesa di Valverde: l’architettura nuorese premiata a Roma
NUORO – Successo a Roma alla mostra organizzata dalla Confrestauro presso il MIMIT: “Le eccellenze italiane nel segno di Francesco: rendere visibile l’invisibile”, inaugurata il 23 settembre a Palazzo Piacentini dal ministro Adolfo Urso, per il progetto selezionato e proiettato sul recente restauro della seicentesca chiesa di N. S. di Valverde di Nuoro, realizzato dallo studio nuorese di architettura di Leonardo Reggiani e Manuela Porcu. L’evento è stato organizzato in concomitanza con l’ottavo centenario della morte di San Francesco (1226 – 2026). Grande soddisfazione per l’ambito riconoscimento ottenuto da parte dei titolari dello studio nuorese, autori del progetto, unico progetto sardo ammesso alla mostra.

Il ministro Urso all’inaugurazione della Mostra
In un periodo come quello attuale, dove sempre più spesso si assiste a sconvolgimenti e a discutibili interventi sullo stile originale di storiche cattedrali e antichi santuari in diversi centri dell’Isola, parte da Nuoro un positivo esempio in nome del Santo di Assisi, che in fatto di restauri da attuare nella Chiesa (in tutti i sensi) sapeva il fatto suo; un esempio da imitare, che merita di essere preso in considerazione. E la dimostrazione di come si possono fare adeguamenti liturgici e restauri in antiche chiese senza sconvolgere lo stile originale del sacro edificio, soprattutto quando si tratti di chiese d’importanza storica, è arrivata da Roma, dove, nel contesto dell’importante mostra nazionale organizzata dalla Confrestauro, lo studio nuorese d’architettura di due architetti locali, Reggiani e Porcu, è stato selezionato per il progetto recentemente realizzato per il restauro conservativo dell’antica chiesa di N. S. di Valverde (sa cresia de Balubirde), il sacro edificio tanto caro ai nuoresi, legato alla memoria dell’indimenticato monsignor Ottorino Alberti che ne fu testimone di fede e di storia. Il riconoscimento del progetto ha premiato i due architetti per aver colto in pieno il messaggio francescano: “Rendere visibile l’invisibile”, intervenendo sull’antico edificio, mettendolo in sicurezza in modo armonico, senza stravolgimenti architettonici, nel pieno rispetto della struttura originaria così come fu concepita e realizzata dai fondatori nel 1685.

La chiesa di N.S. di Valverde dopo il restauro
Architetto Reggiani, il progetto realizzato dal vostro Studio d’Architettura per il restauro della seicentesca chiesetta Valverde a Nuoro è stato selezionato per la partecipazione alla mostra “Le eccellenze italiane nel segno di Francesco: Rendere visibile l’invisibile”. Si tratta indubbiamente di un prestigioso riconoscimento per la vostra professionalità, per aver contribuito al restauro conservativo di un’eccellenza tutta nuorese, un pezzo della nostra storia, della nostra identità e di fede e tradizione. Certamente una grande soddisfazione da parte vostra, dal momento che ci risulta che il vostro sia stato l’unico progetto sardo ammesso all’evento – «Come studio associato a Confrestauro – realtà promotrice dell’iniziativa – abbiamo accolto con profonda gratitudine e con un pizzico di sorpresa l’invito da parte della commissione a contribuire all’evento con un video che traccia le fases salienti del nostro ultimo intervento. È stato per noi – aggiunge l’architetto Leonardo Reggiani – un onore figurare al fianco di autorevoli studi professionali e imprese d’eccellenza nel panorama nazionale. La mostra, prendendo le mosse dall’insegnamento di San Francesco, ha saputo porre al centro il valore della maestria e dell’ingegno applicati alla conservazione del patrimonio artistico, architettonico e della devozione popolare».

L’interno della chiesa di Valverde dopo il restauro
Architetto Porcu, 1226 – 2026, a distanza di otto secoli dalla sua morte, gli insegnamenti di San Francesco sono dunque sempre attuali? – «La tutela del Creato richiede una disciplina rigorosa, capace di armonizzare l’architettura con il paesaggio, e di custodire quel legame indissolubile tra fede, storia e cultura. Purtroppo, si assiste ancora troppo spesso a interventi distanti da questa sensibilità e privi di rispetto per il territorio; questo percorso esplorativo nasce proprio con l’intento di promuovere un’inversione di rotta e riaffermare la centralità di tali valori. In questo contesto, il cantiere di Valverde ha rappresentato per il nostro studio un tassello professionale di fondamentale importanza».

N.S. di Valverde, presbiterio e altare dopo il restauro
Architetto Porcu, ci sono state difficoltà finanziarie nel portare avanti il vostro progetto? – «Pur a fronte di notevoli complessità nel reperimento delle risorse finanziarie, ottenute poi tramite PNRR – M1C3 – investimento 2.2 “Tutela e valorizzazione dell’architettura e del paesaggio rurale”, il contributo privato di Fondazione di Sardegna e successivamente mediante l’intervento LR 21 novembre 2024 n. 18 per il completamento, l’intervento ci ha permesso di strappare all’incuria un bene di altissimo pregio, restituendolo alla collettività e riallacciando la trama che unisce comunità, istituzioni, memoria e paesaggio. La prospettiva francescana, tema centrale della mostra romana, continua a guidare il nostro operare quotidiano: riconoscere nel creato l’impronta del Creatore».

N.S. di Valverde, l’interno della Sagrestia dopo il restauro
Il progetto di restauro 2023 – 2025 – I lavori di restauro conservativo che hanno interessato l’antica chiesa di Valverde dal 2023 al 2025 hanno riguardato: la riqualificazione della copertura con un nuovo manto di tegole a coppo, il rifacimento degli intonaci dell’aula, della sagrestia e di due cumbissias. È stata inoltre revisionata l’orditura lignea con trattamenti protettivi, è stato rinnovato l’impianto elettrico e sono stati messi a norma di sicurezza il santuario e le aree circostanti.
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