Regione, la legge è ancora in sospeso e gli enti stanno assumendo
Approvata il 13 maggio, la norma che blocca le assunzioni in tutti gli enti regionali fino alle prossime elezioni non è ancora stata pubblicata. E così il blocco voluto dal Pd insieme a 5 Stelle e pezzi del centrodestra che hanno votato contro il governo non è mai entrato in vigore. Nel frattempo però le assunzioni sono in corso, in modo del tutto legale, sfruttando un cavillo del testo approvato all’Ars.
Analisi di un ritardo che all’Ars nessuno ritiene causale. La norma proposta da Antonello Cracolici del Pd blocca fino alla prima seduta del prossimo Parlamento – verosimilmente fra la tarda primavera e l’autunno del 2027 – tutte le assunzioni negli enti della galassia regionale, eccetto gli assessorati e gli ospedali. Vietati pure contratti a tempo, part time e flessibili (Cococo e formazione/lavoro). Tuttavia la stessa norma ha previsto che «tale divieto non si applica alle procedure di reclutamento, mobilità e stabilizzazione già avviate o definite alla data di entrata in vigore della presente legge». In sintesi, chi avrà deliberato assunzioni o pubblicato bandi prima della pubblicazione sarà sfuggito al divieto senza violarlo.
Il punto è che a differenza di altre occasioni a distanza di 21 giorni dal voto dell’Ars la legge non è ancora finita in Gazzetta Ufficiale. E non sarà pubblicata prima di venerdì, nella migliore delle ipotesi. Circostanza che ha insospettito Cracolici: «Chiederò di verificare chi ha approfittato di questo vuoto».
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