Recensione DJI Romo P2: migliora (davvero), ma il prezzo crolla
DJI prosegue per la sua strada e dopo il lancio del suo primo robot aspirapolvere lo scorso anno quest’anno raddoppia con il suo successore. Scopriamo oggi tutte le novità del nuovo DJI Romo P2, il top di gamma dell’azienda per il 2026.
La prima cosa che ovviamente si nota del DJI Romo P2 è il suo aspetto. La nuova versione non abbandona l’iconico design trasparente che tanto aveva fatto discutere lo scorso anno. Ci sono dei dettagli estetici che cambiano, come maggior presenza del colore bianco invece dell’argento/grigio, ma nel complesso sono dettagli che solo un esperto noterebbe. C’è anche una versione Romo A2 con la base completamente bianca opaca. Il robot invece rimane trasparente per entrambe le versioni.

È una scelta stilistica precisa che serve a dimostrare la capacità ingegneristica dell’azienda e a mostrare chiaramente cosa c’è all’interno del robot, quasi a voler dimostrare la capacità degli ingegneri nei laboratori DJI. Sembra una banalità ma non lo è: costruire un prodotto è un conto, ma farlo anche in modo che i componenti all’interno risultino esteticamente piacevoli aumenta la complessità non di poco. In più è ancora una volta una dimostrazione di forza notevole in termini di qualità costruttiva.
Significa essere sicuri che l’assemblaggio è perfetto, affinché non possa filtrare neanche un po’ di polvere all’interno di robot e base, che rovinerebbe inevitabilmente l’estetica del prodotto.

Ancora una volta DJI Romo P2 non è dotato di torretta lidar, andando così ad abbassarne lo spessore fino a 9,8 centimetri totali. Pochi ma non pochissimi. Potrebbe passare sotto alcuni mobili bassi, ma forse non sotto tutti (non passa sotto il nostro wc sospeso per pochi millimetri). Frontalmente troviamo buona parte della magia che permette al robot di funzionare: sensori Lidar e una doppia fotocamera RGB. Ma non basta perché i sensori Lidar sono montati attorno a tutto il robot, permettendogli una visione completa senza necessità di roteare continuamente per scansionare la stanza come fanno altri concorrenti.

Bene che frontalmente ci siano due spazzole rotanti per portare la polvere sotto al robot, laddove la concorrenza ne utilizza una sola. Il braccio destro si può anche estendere per raggiungere la polvere negli angoli.
Sotto al robot è invece presente la doppia spazzola centrale sfalzata, con l’apertura al centro in modo che capelli e peli vengano convogliati direttamente nel motore di aspirazione senza rimanere impigliati nel robot stesso. Il motore di aspirazione è stato aggiornato e ora ha una potenza massima di ben 36.000 Pa, fra i valori più alti in assoluto. L’aspirazione era già buona sul modello precedente ma ora raggiunge nuovi picchi permettendo di aspirare in modo più profondo anche sui tappeti.

Sulla parte posteriore troviamo invece il sistema di lavaggio a moci. È interessante come DJI abbia scelto di non saltare sul carro del lavaggio a rullo per proseguire migliorando quello a moci. Se su un classico pavimento duro privo di ostacoli effettivamente preferiremmo il lavaggio a rullo soprattutto per il suo lavaggio costante, quello a moci ha comunque i suoi vantaggi, che DJI ha massimizzato aumentando l’estensione del braccio del mocio che ora sporge molto di più e può infilarsi per 4,5 centimetri sotto ai mobili.
Qualcosa che un rullo non potrebbe mai fare. Allo stesso modo il fatto di poter pulire “più lontano” fa sì che il percorso di pulizia sia molto ottimizzato e si risparmi anche in tempo di pulizia. I moci fanno pressione sul pavimento e vengono comunque rilavati continuamente durante il funzionamento.
I moci si sollevano poi durante il passaggio sui tappeti. I tappeti vengono riconosciuti e mappati in automatico e viene avviata anche una aspirazione incrociata sulla loro superficie. L’unico vero difetto non superato del precedente modello è che anche qui i moci non si possono sganciare in automatico per evitare di bagnare anche solo per errore il tappeto. È vero però che la precisione con cui il robot riconosce il bordo dei tappeti non ha uguali, ma allo stesso modo non si può escludere leggeri tocchi del tappeto quando sale o scende dallo stesso. Il robot poi non prevede di aspirare i soli tappeti prima di aspirare e lavare il resto della casa, ma è comunque possibile aspirare prima l’intera casa (tappeti inclusi) e poi avviare il lavaggio.

In termini di adattamento all’ambiente non possiamo poi non citare il riconoscimento degli oggetti che in questo DJI Romo P2 rasenta la perfezione. Si vede come DJI ha messo in campo tutta la sua conoscenza dell’argomento in questo robot. Riesce a riconoscere oggetti anche molto piccoli (fino a 2 millimetri), anche bassi e anche “apparsi” da poco sul suo tragitto. I vostri mattoncini LEGO e il vostro cavo di ricarica sono al sicuro. La novità di quest’anno è che riconosce anche gli oggetti trasparenti, comprese le macchine, e attiva di conseguenza il ciclo di pulizia migliore.
Un’altra novità per questa variante è che adesso c’è il superamento degli ostacoli: 4 centimetri, oppure 8,5 centimetri se è composto da un doppio gradino. Adesso il robot è poi molto meno rumoroso rispetto al passato e durante il lavoro possiamo dire essere uno dei più silenziosi in assoluto, caratteristica veramente non di poco conto, visto che potete continuare a guardare la TV, parlare o lavorare, nello stesso ambiente in cui lui sta operando.

La stazione di ricarica non cambia particolarmente, ma non avevamo criticità da segnalare per il precedente modello. Ha un serbatoio dell’acqua pulita da 4L e uno dell’acqua sporca da 3,2L. Svuota ovviamente il sacchetto della polvere e lo sterilizza con raggi UV (non presente su Romo A2). Lava i moci con acqua calda (la temperatura non è dichiarata) e asciuga con aria sempre calda. Rispetto al passato è aumentato il periodo in cui non serve intervento umano. L’azienda dichiara 365 giorni. Cosa significa? Significa che l’azienda ha già migliorato l’ottimo sistema di autopulizia di moci e base. E possiamo confermare che questo è uno dei migliori in tal senso. In più integra il distributore di deodorante (solo P2) e detergente automatico. I flaconi si possono però aprire e riempire.
L’applicazione per smartphone non viene stravolta e mette al centro i programmi di pulizia. Potete creare i vostri e averli sempre a portata di mano. Premendo sulla grafica del robot si entra nel dettaglio, dove è possibile vedere e modificare la mappa e avviare una pulizia personalizzata, anche per singola stanza o per area.
Non manca la possibilità di programmare pulizie e controllare lo stato dei consumabili.
Durante la pulizia si può vedere il progresso e anche aggiungere in tempo reale zone in cui fare pulizie aggiuntive o rilavaggi intermedi. Ovviamente è possibile modificare la mappa per aggiungere delle zone vissute dagli animali (dove il robot farà estrema attenzione), creare dei muri o delle zone vietate e anche modificare le soglie. Dall’applicazione si possono poi sempre modificare le impostazioni di rilavaggio, di svuotamento e di asciugatura. La stessa cosa è possibile farlo per l’evitamento degli ostacoli o per quanto riguarda i tappeti. Dopo uno scivolone di qualche mese fa DJI si è poi impegnata moltissimo sul fronte sicurezza, introducendo due modalità dedicate alla privacy. La prima permette di far sì che le foto scattate dal robot (se avete abilitato l’opzione, assolutamente facoltativa) siano cancellate dopo 14 giorni e un’altra modalità (in arrivo a fine 2026) è che il robot funzioni completamente in locale.
È la prima volta che sentiamo di una funzionalità del genere. Brava DJI.

In termini di autonomia questo robot garantisce la pulizia di una casa di 100 mq (lavaggio incluso) in circa 1h e mezzo. Lo fa usando circa il 60% della sua batteria da 5.000 mAh. In tal senso ci sono robot che fanno meglio, ma possiamo comunque stimare che riesca a pulire case di circa 130 mq senza bisogno di una ricarica intermedia. È comunque più rapido del suo predecessore. E non di poco.
Un’altra differenza importante con il predecessore è il prezzo. Questo nuovo DJI Romo P2 viene lanciato a 1.299€. Un prezzo decisamente più in linea con il mercato e anche inferiore ad altri robot premium (che costano circa 1.400-1.500€). Il modello precedente veniva lanciato a 1.909€. La differenza è abissale. Non è un prezzo contenuto, ma per quello che offre e guardando il mercato è un buon prezzo.
Foto
Il sample per questa recensione è stato fornito da DJI, che non ha avuto un’anteprima di questo contenuto e non ha fornito alcun tipo di compenso monetario. Qui trovate maggiori informazioni su come testiamo e recensiamo dispositivi su SmartWorld.
Su alcuni dei link inseriti in questa pagina SmartWorld ha un’affiliazione ed ottiene una percentuale dei ricavi, tale affiliazione non fa variare il prezzo del prodotto acquistato. Tutti i prodotti descritti potrebbero subire variazioni di prezzo e disponibilità nel corso del tempo, dunque vi consigliamo sempre di verificare questi parametri prima dell’acquisto.
Giudizio Finale
DJI Romo P2
DJI Romo P2 è un robot veramente unico. Non solo per il design, che deve ovviamente piacere, ma soprattutto per le soluzioni tecniche. Il rilevamento degli oggetti e il modo di muoversi nello spazio sono palesemente ereditati dal mondo dei droni e garantiscono una precisione impensabile altrove. Ma anche tutto il resto è al top: pulizia, lavaggio, lavaggio della base e gestione tramite applicazione.
In più rispetto al modello precedente ha più potenza di aspirazione, un sistema di mocio estendibile più efficace, è decisamente più silenzioso e supera soglie molto più alte. Il prezzo è alto ma lui è un vero robot premium. L’unico motivo per cui non sceglierlo è se cercavate una soluzione di lavaggio a rullo. Qui non la troverete.
Pro
- Precisissimo nel capire lo spazio (e riconoscere gli ostacoli)
- Silenzioso
- Ottima pulizia
- Base completa
Contro
- Non sgancia i moci in base
- Consuma molta acqua
- Autonomia inferiore ai concorrenti
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