Scienza e tecnologia

Recensione Apple AirTag 2: il miglior tracker è ancora migliore

Quanti sono i prodotti tecnologici che non ricevono aggiornamenti per 5 anni? Pochi e forse a memoria non vi viene in mente nessun prodotto. Una risposta è Apple AirTag che dal lancio nel 2021 non ha più ricevuto aggiornamenti hardware di sorta. Fino a oggi, con la seconda generazione che abbiamo provato e che vi raccontiamo in questa recensione.

Per i pochi che non sapessero che cos’è un AirTag la risposta è abbastanza semplice: si tratta di un tracker bluetooth pensato per oggetti di qualsiasi tipo e che vi permette di localizzare un oggetto ovunque nel mondo con estrema semplicità. La semplicità è data principalmente dal formato e dal funzionamento.

AirTag (e così anche AirTag 2) è un piccolo dischetto in plastica con una base in metallo che può essere ruotata per far fuoriuscire la batteria a bottone CR2032 che alimenta questo prodotto per oltre un anno. Si configura in un istante con il proprio iPhone, ovviamente non è compatibile con il mondo Android, e da quel momento mostrerà la posizione dell’oggetto tracciato ovunque questo sia. Almeno nelle intenzioni. Non sfrutta il GPS o il Wi-Fi, ma solo il Bluetooth e la posizione viene identificata a distanza grazie alla rete Find My di Apple. Chiunque abbia aderito al servizio (che di fatto vi permette di rintracciare tutti i vostri prodotti Apple) contribuisce in prima persona a localizzare e indicare la presenza sulla rete di qualsiasi altro AirTag.

La potenza di Apple è quindi proprio l’enorme numero di dispositivi Apple in circolazione. Da quanti esiste Apple AirTag non è ancora arrivato un prodotto simile che possa (senza il GPS) garantire una precisione e frequenza di aggiornamento simile a questo.

AirTag 2 non cambia in tal senso. Anche le dimensioni sono le stesse, permettendogli di inserirsi in accessori già acquistati e in prodotti che hanno alloggiamenti nascosti specifici pensati proprio per AirTag, come per esempio bici o monopattini. Il grande aggiornamento è di tecnologia. AirTag di seconda generazione introduce il chip ultrawideband proprietario U2 che garantisce ora una portata decisamente superiore di questa tecnologia, che di fatto è opzionale, ma nella realtà è molto utile. È quella tecnologia che permette di localizzare con precisione il prodotto quando si è in prossimità, offrendo anche indicazione della direzione in cui cercarlo e anche se si trova per esempio ad un piano diverso dell’edificio in cui siamo rispetto al nostro.

Il nuovo chip U2 garantisce all’AirTag 2 una copertura maggiore tramite questa tecnologia di fatto estendendo oltre i 10 metri la distanza che l’ultrawideband può coprire e iniziando quindi molto prima a indicare anche la giusta direzione in un cercare il prodotto.

In più questo upgrade garantisce anche la compatibilità della ricerca di precisione con Apple Watch (dal 9 in poi). Ricordiamo infine che l’ultrawideband è disponibile da iPhone 11 in poi e che la versione a maggiore precisione richiede iPhone 15 o superiore.

L’altra grande novità di questo modello è il suono del cicalino integrato. È cambiato il tono e ora è il 50% più potente secondo Apple. Di sicuro il suono è più squillante e decisamente più udibile in ambienti non silenziosi o se il tag è coperto da qualche indumento o in uno zaino. Era uno degli upgrade più richiesti fin dal lancio.

Rispetto al lancio di cinque anni fa AirTag e AirTag 2 hanno poi guadagnato funzioni di sicurezza migliorate. Per esempio segnala su iPhone e Android di altri proprietari se un AirTag sta “seguendo” con loro i loro movimenti lontano però dall’iPhone del proprietario. Di fatto scongiurando o mitigando le possibilità che qualcuno possa usare questo prodotto per un tentativo di stalking.

In più Apple ha stretto un accordo con molte compagnie aeree e adesso è possibile concedere a queste temporaneamente l’accesso alla posizione dell’AirTag per aiutarle a ritrovare un vostro bagaglio smarrito.

Non cambia il fatto che dall’applicazione Dov’è è possibile indicarli come smarriti per far sì che chiunque dovesse avvicinare il proprio smartphone ad un AirTag non proprio (magari attaccato ad un mazzo di chiavi trovato per strada) possa avere indicazioni su come ricontattare il proprietario.

Il prezzo non è cambiato: AirTag 2 costa ancora 35€, che diventano 119€ per il pacchetto da quattro. Un prezzo non contenuto, ma ancora giusto per un regalo non troppo dispendioso o anche per farsi un auto regalo. Perfetto per chi perde sempre le chiavi di casa.

Foto

Su alcuni dei link inseriti in questa pagina SmartWorld ha un’affiliazione ed ottiene una percentuale dei ricavi, tale affiliazione non fa variare il prezzo del prodotto acquistato. Tutti i prodotti descritti potrebbero subire variazioni di prezzo e disponibilità nel corso del tempo, dunque vi consigliamo sempre di verificare questi parametri prima dell’acquisto.

Giudizio Finale

Apple AirTag (2 gen)

Consigliare un upgrade a questo AirTag 2 ha senso forse se siete così distratti da perdere le chiavi molto spesso. Per tutti gli altri è sicuramente il prodotto da comprare se non ne avete uno e avete degli iPhone. Con il supporto alla rete Find My e i graditi upgrade questo AirTag 2 rimane lo standard del mercato.

Pro

  • Semplicissimo da usare
  • Funziona bene da vicino…
  • …  e anche da lontano
  • La batteria è sostituibile

Contro

  • Non hanno un foro per un laccetto
  • Si graffiano facilmente
  • Prezzo non stracciato

Emanuele Cisotti

Emanuele Cisotti
Ho fondato AndroidWorld nel 2008 durante il mio periodo di studi di ingegneria a Firenze. Ho continuato a gestire AndroidWorld e poi SmartWorld, espandendo quindi l’ambito di competenza, all’interno prima di Banzai Media e poi di Mondadori. A oggi svolgo principalmente il lavoro di gestione del mio team e di rapporto con i marchi, ma non per questo sono meno operativo. Sono conosciuto principalmente per le mie video recensioni di smartphone su YouTube, ma la mia specializzazione riguarda anche wearable (come smartwatch e smart ring), dispositivi di domotica e altri gadget tecnologici sfiziosi. Molti di questi trovano spazio sul canale TikTok di SmartWorld.

Dal 2011 al 2014 ho lavorato sulla rivista Android Magazine disponibile in edicola e in versione digitale. Sono autore di tre guide riguardanti Android edite da LSWR. Tre le mie passioni principali la musica elettronica (in quasi qualsiasi declinazione) e le costruzioni LEGO, che sono il principale nemico del mio conto in banca.


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