Politica

Rai, sciopero delle firme contro Petrecca. Usigrai: “Adesione massiccia, l’azienda ne prenda atto”

Nessuna firma nei tg, nei gr e nei programmi di informazione e sul web. In Rai oggi è il giorno dello sciopero bianco anti Petrecca. Dopo l’imbarazzante telecronaca della cerimonia inaugurale dei Giochi invernali del direttore meloniano di RaiSport, sfinita sui giornali di mezzo mondo, i giornalisti e le giornaliste della tv di Stato in solidarietà con i colleghi di Raisport hanno deciso di aderire alla protesta decisa dall’UsigRai e non firmare i propri servizi (con qualche eccezione) per spingere l’azienda a prendere provvedimenti contro Paolo Petrecca.

Il comunicato dell’Usigrai

L’Esecutivo Usigrai, in una nota, ha riferito che l’adesione allo sciopero delle firme dei cronisti “è stata massiccia anche perché risponde alla richiesta, che arriva da ogni parte, di tutelare il prodotto Rai, il ruolo del servizio pubblico, il lavoro di colleghe e colleghi che quotidianamente sono impegnati a raccontare con precisione e professionalità queste Olimpiadi”. Un “segnale chiaro” fatto arrivare all’azienda “sull’urgenza di assumere decisioni capaci di tutelare l’immagine e il ruolo della Rai servizio pubblico”. Aggiungendo che “a poco è servito il comunicato alternativo autorizzato dall’azienda, con il quale si è tentato di disorientare telespettatori e radioascoltatori rispetto al comunicato sindacale di Usigrai che ha accompagnato il ritiro delle firme in tutte le redazioni”.

La protesta della redazione di RaiSport oggi, prosegue il comunicato, “è la protesta di tutte le giornaliste e i giornalisti della Rai che chiedono una sola cosa a questo vertice: ristabilire con decisioni chiare la credibilità di un’azienda che in oltre cento anni di storia non aveva mai vissuto un momento così basso. La gravità e la visibilità nazionale e internazionale di quanto accaduto non può essere taciuta, anche perché ne parla tutto il mondo. Il silenzio non può essere la soluzione e oggi le colleghe e i colleghi lo hanno detto chiaramente” conclude la nota.

Lo sciopero delle firme in Rai

La protesta di oggi è stata decisa per esprimere sostegno a RaiSport dopo la vicenda della telecronaca della cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici di Milano-Cortina che, secondo l’Usigrai, “è stata un duro colpo all’immagine della Rai e alla dignità di tutte le giornaliste e i giornalisti che quotidianamente si impegnano per offrire un servizio pubblico degno di questo nome”. Oggi, quindi, al termine di ogni edizione dalla durata di almeno 5 minuti è stato letto, e pubblicato sui siti, il comunicato sindacale con il quale si spiegano le ragioni della protesta.

Questo il comunicato dell’Usigrai letto a conclusione dei tg e pubblicato sui siti: “Le giornaliste e i giornalisti della Rai oggi ritirano la firma dai propri servizi in solidarietà con i colleghi di RaiSport che protestano per la telecronaca del direttore durante la cerimonia d’apertura delle Olimpiadi, in carico che si era autoassegnato. Nonostante l’immagine di RaiSport e della Rai siano state gravemente danneggiate nulla è avvenuto. Continueremo a difendere l’autorevolezza dell’informazione Rai per garantire a voi cittadini un servizio pubblico di qualità” conclude la nota.

In alcuni tg, però, c’è chi ha scelto di non aderire e di firmare comunque il proprio servizio. Anche nell’edizione delle 13,30 del Tg1 sono state poche, all’incirca quante le dita di una mano, le firme dei giornalisti Rai in calce ai servizi che sono andati in onda. Al termine dell’edizione è stato letto il comunicato del sindacato dei giornalisti Rai che ha spiegato ai telespettatori le ragioni della protesta.

Il comunicato di Unirai

Subito dopo è stato anche letto il comunicato dell’Unirai, contrario all’agitazione sindacale: “Diciamo no a proteste strumentali e chiediamo invece all’azienda, dopo il grande impegno delle Olimpiadi, la presa in carico delle problematiche editoriali e di lavoro a RaiSport. Difendere la Rai significa sostenerla, rafforzarla e migliorarla, nell’interesse dei cittadini”.

Unirai Figec scrive inoltre di credere “nel Servizio Pubblico. In una Rai capace di unire il Paese, di rappresentare l’Italia nel mondo, protagonista nei grandi appuntamenti della nostra storia collettiva” dichiara nel comunicato l’altro sindacato che sottolinea: “Oggi la Rai sta raccontando le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 con professionalità, competenza e passione, grazie al lavoro di giornalisti, tecnici e maestranze che ogni giorno garantiscono un prodotto all’altezza di un evento globale. I numeri parlano chiaro: milioni di cittadini hanno scelto la Rai, con picchi di share superiori al 50%. È la conferma che il Servizio Pubblico, quando investe sui grandi eventi e li rende accessibili gratuitamente a tutti, svolge pienamente la propria missione”. Dall’azienda nessuna replica.


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »