Puglia

provvedimenti straordinari per combattere un’emergenza annunciata


Riceviamo e pubblichiamo un intervento di Legambiente Brindisi sull’emergenza caldo

Il caldo crescente e costante che sta investendo l’Italia e l’Europa ha provocato l’emissione del bollino rosso in tutte e 27 le città italiane in cui si rilevano i dati climatici. Appare sempre più sconcertante che vi siano posizioni negazioniste, perfino da parte di figure con ruoli istituzionali di primissimo piano (come nel caso del presidente americano Trump), che negano gli effetti sempre più gravi dei mutamenti climatici.

Quel che aggrava la situazione è l’assenza di un’escursione termica nelle città tale da consentire un adattamento da parte della popolazione e dell’ambiente: basti pensare che la temperatura minima a Brindisi, sabato 8 agosto, è stata di ben 27 °C. Anche la temperatura del mare sta raggiungendo livelli assolutamente incredibili, come testimoniano i dati forniti dall’Ispra.

Purtroppo, non ci sono politiche sufficienti a combattere gli effetti clima-alteranti nel medio e lungo periodo, anche se la definitiva dismissione della combustione dei fossili resta necessariamente un obiettivo irrinunciabile.

In varie città italiane si stanno assumendo provvedimenti straordinari — seppur con risultati parziali — rivolti in primo luogo alle fasce più fragili della popolazione. Tra i primi ad adottare tali misure vi sono stati il sindaco di Bari e il sindaco di Lecce; i loro provvedimenti possono costituire un utile e importante riferimento amministrativo a cui ispirarsi anche a Brindisi.

Non vogliamo aprire in questa sede una nuova polemica sull’abbattimento diffuso e in vari casi indiscriminato degli alberi in città, risorsa fondamentale per la captazione di anidride carbonica e l’emissione di ossigeno. Tuttavia, la temperatura al suolo sta raggiungendo punte altissime (anch’esse documentate dall’Ispra), soprattutto in presenza di distese di asfalto, con frequenti picchi superiori ai 50 °C. Il paradosso preoccupante è che vi sono proposte politiche che, se accolte, porteranno ad aumentare il consumo di suolo e a trasformare strade importanti, come Corso Garibaldi, in una nuova distesa d’asfalto.

Con la presente lettera aperta, Legambiente chiede al sindaco di Brindisi, al prefetto e al direttore Generale dell’Asl di concordare l’adozione di provvedimenti straordinari che consentano — anche esercitando i poteri contingibili e urgenti in materia sanitaria — di offrire rifugi climatici, assistenza e supporto alle fasce più fragili della popolazione. Come già evidenziato, le esperienze di altri Comuni possono rappresentare una guida utile per l’emanazione di tali atti e per la gestione degli interventi urgenti e irrinunciabili.

Nel ribadire l’importanza di scelte politiche e istituzionali che consegnino al passato l’attuale polo energetico e gli impianti della chimica di base, Legambiente richiama quanto già ampiamente documentato circa un futuro fondato su fonti rinnovabili, nuove tecnologie e innovazione. 

Fermo restando quanto appena sottolineato, Legambiente chiede al sindaco di Brindisi se
l’Amministrazione comunale stia provvedendo a definire un Piano di adattamento climatico che
guardi oltre l’emergenza e rappresenti una scelta strutturale a tutela della salute e dell’ambiente in
città.

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