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prevenzione, cura e dialisi a Bologna – Il Tempo


I reni sono organi silenziosi: filtrano il sangue, regolano i liquidi, producono ormoni fondamentali per la pressione e per la produzione dei globuli rossi. Le malattie renali colpiscono oltre 2 milioni di italiani e, nella maggior parte dei casi, avanzano per anni senza sintomi evidenti: per questo, prevenzione e diagnosi precoce fanno la differenza.

Le principali minacce alla salute dei reni

L’ipertensione e il diabete sono oggi i principali fattori di rischio per la salute renale: insieme causano quasi il 70% dei casi di insufficienza renale cronica.

Si aggiungono sovrappeso, fumo, sedentarietà, uso prolungato di antinfiammatori e una familiarità per patologie renali. Anche l’età superiore ai 60 anni è un fattore da tenere in considerazione.

La malattia progredisce lentamente e in modo subdolo: nelle fasi iniziali non dà sintomi, spesso è il medico di base a scoprirla con un esame del sangue di routine. Nausea, perdita di appetito, stanchezza e prurito compaiono solo nelle fasi avanzate.

Gli esami per monitorare la salute dei reni

Per valutare la funzionalità renale bastano esami semplici e non invasivi: la creatinina nel sangue, la stima del filtrato glomerulare (eGFR), l’esame delle urine e la microalbuminuria. Insieme, questi valori permettono di intercettare un eventuale danno renale in anticipo e di agire prima che diventi irreversibile.

Il medico di base può indicare la frequenza dei controlli più adatta in base all’età e ai fattori di rischio individuali.

Stile di vita e alimentazione: le abitudini che proteggono i reni

Una parte importante della prevenzione si gioca ogni giorno, a tavola e non solo.

Limitare il sale, ridurre i cibi ultraprocessati e preferire verdura, pesce e cereali sono scelte che non sovraccaricano i reni e contribuiscono a tenere sotto controllo la pressione arteriosa e la glicemia.

Bere 1,5-2 litri d’acqua al giorno favorisce l’eliminazione delle sostanze nocive, mentre 30 minuti al giorno di attività fisica moderata, praticata con costanza, proteggono la salute renale.

Quando la cura diventa necessaria: la dialisi

Quando la funzione renale scende al di sotto di una certa soglia, la dialisi diventa indispensabile. Non è una cura definitiva, poiché solo il trapianto ripristina completamente la funzione renale, ma è una terapia salvavita che depura il sangue dalle scorie e rimuove i liquidi in eccesso.

La forma più diffusa è l’emodialisi: il sangue circola in un filtro esterno, il “rene artificiale”, che elimina le sostanze di scarto. Ogni seduta dura generalmente 3-4 ore e si svolge, nella maggior parte dei casi, 2-3 volte alla settimana. Contrariamente a quanto si teme, il trattamento non è doloroso, ad eccezione di un leggero fastidio nell’inserimento degli aghi nella fistola.

Esiste anche la dialisi peritoneale, che utilizza il peritoneo, la membrana che riveste l’addome, come filtro naturale dialisi peritoneale. 

La dialisi richiede organizzazione, ma non impedisce una vita attiva: molti pazienti continuano a lavorare, viaggiare e coltivare le proprie passioni, adattando i ritmi quotidiani al percorso di cura.

Il Centro Dialisi di Villa Chiara a Bologna

Quando la malattia renale richiede trattamenti specialistici, è importante affidarsi a strutture in grado di garantire continuità assistenziale e supporto lungo tutto il percorso terapeutico.

Per i pazienti residenti a Bologna e provincia, il Centro Dialisi di Villa Chiara, struttura emiliana di Gruppo san Donato, è un punto di riferimento specializzato per la cura dell’insufficienza renale cronica.

È attivo dal lunedì al sabato, dalle 6:50 alle 18:30, e può accogliere fino a 12 pazienti. Oltre all’emodialisi in HD e HDF con membrane biocompatibili, offre monitoraggio clinico approfondito e la possibilità di effettuare esami diagnostici legati alla dialisi.

Il Centro accoglie anche pazienti in “dialisi vacanza”, chi si trova a Bologna per turismo, lavoro o motivi familiari, e pazienti provenienti dall’estero. L’accesso avviene in solvenza, in convenzione o nell’ambito del turismo dialitico, previo invio della documentazione clinica necessaria con almeno 15 giorni di anticipo.

Il team del Centro lavora inoltre a stretto contatto con i centri trapianto, seguendo i pazienti in lista d’attesa lungo tutto il percorso, dagli esami periodici al coordinamento con le équipe trapiantologiche.


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