Abruzzo

Presidio dei residenti di Villa del Fuoco davanti alla scuola di via Sacco: “Deve riaprire”


Un presidio pacifico dei cittadini di Villa del Fuoco per chiedere che la scuola di via Sacco torni a essere proprio questo: una scuola. La mattina di sabato 24 ottobre sono state proprio mamme, papà, nonni e residenti a manifestare davanti al plesso chiuso dal 2023 su cui sono stati investiti fondi pnrr per la riqualificazione. 

Due ditte che non hanno fatto il loro lavoro, i ritardi e ora il rischio che quella struttura venga destinata ad altro. Accanto a residenti la Flc Cgil che aveva annunciato già una mobilitazione e diversi esponenti politici di opposizione a cominciare da quelli del Pd, che per primi hanno denunciato in quegli spazi potrebbero trovare posto uffici pubblici. Circostanza smentita poi dal vicesindaco e assessore all’Istruzione, Gianni Santilli, che ha parlato di valutazioni in corso sul futuro del plesso con l’amministrazione che, nel frattempo, ha provveduto a murare i varchi alla struttura da tempo ormai rifugio di disperati. 

Quel futuro per i residenti può però essere uno solo: che torni ad essere una scuola dato che è, “l’ultimo plesso scolastico e unico seggio elettorale della zona”, avevano denunciato i dem già a settembre. I fondi per proseguire i lavori ci sono e sono quelli Bei (Banca europea degli investimenti), per cui ora il quartiere chiede che la risposta attesa arrivi. E a chiederlo è anche il capogruppo comunale Pd, Piero Giampietro. 

“Oggi era qui che bisognava stare – scrive in un post sui social -. Semplici cittadini mobilitati non contro qualcosa, ma per riaprire la scuola del loro quartiere, in via Sacco. Ho voluto ricordare anche alcune delle insegnanti che hanno lavorato qui, come Emilia Di Nicola e Paola Sereni, in rappresentanza di tanti e tante che lo fanno ancora oggi nei luoghi dove questa comunità è stata dispersa. Che il Comune di Pescara non voglia riaprire la scuola intitolata a don Lorenzo Milani è ancora più inquietante, ma lunedì 26 ottobre – annuncia – porteremo la voce pacifica di queste persone in consiglio comunale”.


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