Emilia Romagna

premiato il giornalismo d’inchiesta di Alex Giuzio

C’è un filo rosso che lega il giornalismo d’inchiesta internazionale alle cronache, spesso silenziose, dei territori: è la ricerca della verità dove le condizioni umane si fanno più fragili. In quest’ottica venerdì, presso il Campo di Fossoli, è stato consegnato ad Alex Giuzio, giornalista cervese che collabora con RiminiToday, il primo premio del concorso dedicato ai giovani cronisti emiliano-romagnoli nell’ambito della seconda edizione del Premio “Odoardo Focherini” per la libertà di stampa.

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La premiazione di Alex Giuzio

Il premio, intitolato alla memoria del giornalista cattolico morto nel lager di Hersbruck per aver salvato oltre cento ebrei, è stato assegnato a Giuzio per “una serie di articoli di elevata qualità, caratterizzati da una scrittura limpida, documentata e capace di coniugare rigore giornalistico e sensibilità sociale, che affrontano il tema del precariato, in particolare nell’ambito dell’accoglienza turistica, con profondità analitica e chiarezza espositiva, sostenute da un uso accurato delle fonti e da un approccio che non si limita alla denuncia, ma offre elementi di riflessione e prospettiva (tra questi articoli, quello pubblicato in seguito al nubifragio che ha travolto la Romagna lo scorso agosto, con il giornalista che ha documentato con video e testimonianze le condizioni di degrado estremo in cui erano costretti a vivere alcuni lavoratori stagionali del comparto turistico, ndr). A questi si aggiunge un’inchiesta originale sulle trasformazioni in atto nella società raccontate dalla prospettiva della trasformazione agricola in una frazione di Comacchio. L’opera complessiva risulta pienamente coerente con le finalità del premio e con i valori di responsabilità e servizio alla comunità incarnati da Odoardo Focherini”.

Nel nubifragio la pioggia sfonda il vetro e allaga la stanza sotterranea di 8 stagionali addormentati: “Inaccettabile lavorare così”

La premiazione si è svolta durante il convegno “Libertà di stampa e democrazia. Testimoni di ieri e di oggi”, un momento di riflessione che ha visto affiancarsi il riconoscimento a Giuzio (e al secondo classificato Tomas Trenchi) a quello tributato a Nello Scavo, inviato di Avvenire premiato per le sue inchieste sui migranti nel Mediterraneo e i centri di detenzione libici.

“Voi, giornalisti e giornaliste, siete essenziali alla democrazia, perché il vostro lavoro concorre direttamente alla costruzione dell’opinione pubblica e, quindi, del senso comune, oltre a sostenere la crescita o la deprivazione dello spirito critico e analitico per interpretare notizie, informazioni e la realtà che ci circonda – ha detto nel suo intervento Manuela Ghizzoni, presidente della Fondazione Fossoli -. Il vostro lavoro è strategico perché contribuisce a garantire il pluralismo, a orientare la coscienza pubblica, a condizionare l’attenzione e l’atteggiamento dell’opinione pubblica su un tema rispetto a un altro. Ma la funzione democratica dell’informazione ha bisogno di garanzie che ne assicurino libertà e indipendenza: vale a dire che l’ecosistema in cui voi lavorate necessita di adeguate condizioni politiche, culturali, sociali, professionali, affinché siano regolate con equilibrio le retribuzioni, il finanziamento dell’editoria e dell’informazione, la libertà nell’esercizio della professione. Perché questo accada, occorrono anche specifici interventi normativi, e un sano e corretto rapporto con il potere politico”.


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