«Portiamo la movida universitaria al parco Roncajette»

Come ogni inizio d’estate si pone a Padova il problema di dove far divertire i giovani in tutta sicurezza e senza disagi per la collettività. «Malamovida a Padova: basta con i rattoppi, servono scelte coraggiose». A dichiararlo il “re” indiscusso delle “notti padovane”, Federico Contin. «Ogni inizio estate – ha dichiarato – assistiamo puntualmente alla stessa scena: la solita, estenuante tarantella attorno alla “malamovida” cittadina. Da una parte i residenti che vivono nelle aree adiacenti ai parchi e agli spazi delle manifestazioni, esasperati dal rumore e dal degrado. Dall’altra chi rivendica il diritto allo svago, all’aggregazione e alla vita sociale. Nel mezzo, un’amministrazione comunale insediata ormai da quasi dieci anni che, ancora una volta, sembra incapace di affrontare seriamente il problema con soluzioni strutturali ed efficaci».
Il ragionamento
Contin ha così sviluppato il suo pensiero: «Negli anni abbiamo visto susseguirsi interventi temporanei. L’ultima novità annunciata riguarda l’obbligo dell’utilizzo di bicchieri di plastica durante gli eventi, presentato come uno strumento utile a migliorare il comportamento degli avventori. Ma è bene ricordare che l’utilizzo di bicchieri riciclabili o monouso conformi alle normative è già disciplinato da 12 anni dalla legislazione nazionale. Pensare che il problema della “malamovida” si risolva così significa non comprendere la reale portata della questione, o peggio, continuare a prendere in giro i residenti pensando di farla franca con la propaganda qualunquista».
La realtà
Il “re” delle notti padovane mette sul piatto i numeri: «La realtà è che Padova è profondamente cambiata. Il numero degli studenti universitari è cresciuto in modo esponenziale: dai circa 40mila iscritti del 2006 agli attuali 90mila, a cui vanno aggiunti professori, ricercatori e lavoratori collegati al sistema universitario, arrivando a un indotto complessivo che supera le 120mila persone.
Una trasformazione che ha certamente portato ricchezza, opportunità economiche e sviluppo per la città, ma che ha avuto anche effetti collaterali evidenti: aumento dei canoni d’affitto, pressione sul tessuto urbano e situazioni di degrado, soprattutto in alcune aree come il quartiere universitario del Portello. È arrivato il momento di smettere di inseguire emergenze e polemiche stagionali. Una città universitaria moderna non può continuare a oscillare tra proteste dei residenti e interessi economici di pochi. Essere ostaggio di dinamiche che mettono costantemente in contrapposizione qualità della vita e attività commerciali dimostra soltanto l’incapacità di pianificare».
La soluzione
L’auspicio di Contin è che si arrivi in tempi rapidi ad una svolta: «Serve una scelta chiara e coraggiosa: progettare e realizzare un’area dedicata all’intrattenimento, all’aggregazione, allo studio, allo sport e a una movida sostenibile, collocata in una zona non residenziale, in grado di ospitare migliaia di giovani senza creare disagi ai cittadini. Questa area esiste già e potrebbe essere individuata nel parco Roncajette, a pochi minuti dal quartiere universitario, già collegato da piste ciclabili, con ampi spazi e potenzialità per parcheggi e infrastrutture. Un progetto che potrebbe essere sostenuto anche attraverso partnership e sponsorizzazioni private per i necessari lavori di adeguamento. Padova – ha concluso – deve decidere cosa vuole diventare: una città che continua a rincorrere i problemi ogni estate oppure una città che programma il proprio futuro. È tempo che qualcuno si muova, e in fretta».
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