Assegnazioni provvisorie docenti 2026, Semeraro: “La deroga non è una precedenza”. Guida a requisiti, punteggi, allegati e compilazione della domanda

Sono aperte fino al 23 luglio le domande di assegnazione provvisoria per il personale docente, mentre il personale ATA potrà presentare l’istanza dal 23 luglio al 4 agosto. Le novità introdotte dal nuovo Contratto collettivo integrativo e le modalità di compilazione della domanda sono state illustrate da Giuseppe Semeraro, esperto di normativa scolastica, nel corso di Question Time su Orizzonte Scuola TV. Tra i temi affrontati, le deroghe ai vincoli di permanenza, le differenze tra assegnazione provvisoria e utilizzazione, la documentazione da allegare e i criteri di valutazione delle domande.
Assegnazione provvisoria e utilizzazione hanno finalità diverse
In apertura Semeraro ha ricordato che assegnazione provvisoria e utilizzazione sono procedure distinte e rispondono a esigenze differenti.
L’assegnazione provvisoria consente al docente di chiedere, per un solo anno scolastico, il ricongiungimento ai propri familiari o alla persona assistita. L’utilizzazione, invece, riguarda situazioni specifiche previste dal contratto, come i docenti soprannumerari oppure chi chiede di essere utilizzato su una diversa tipologia di posto.
“L’assegnazione provvisoria serve ad avvicinarsi ai propri affetti o alla persona cui si presta assistenza”, ha ricordato Semeraro, sottolineando che si tratta di una misura annuale che non modifica la sede di titolarità.
Le deroghe consentono di presentare domanda, ma non garantiscono l’assegnazione
Uno dei chiarimenti più importanti riguarda le deroghe ai vincoli di permanenza introdotte dal contratto integrativo.
Tra i casi previsti figurano il ricongiungimento ai figli fino a 14 anni di età, l’assistenza ai familiari con disabilità e il ricongiungimento ai genitori con almeno 65 anni, possibilità nuovamente prevista per le assegnazioni provvisorie.
Semeraro ha però invitato a non confondere il diritto a presentare domanda con quello a ottenere il movimento richiesto. “La deroga non dà un vantaggio, consente semplicemente di presentare la domanda”, ha spiegato. L’assegnazione resta infatti subordinata alla disponibilità dei posti e all’ordine di graduatoria con cui vengono esaminate le istanze.
Domanda online, ma alcuni docenti devono ancora utilizzare il modello cartaceo
La procedura ordinaria si svolge attraverso la piattaforma ministeriale, ma restano alcune categorie di docenti che devono presentare la domanda in formato cartaceo.
È il caso, ad esempio, dei docenti assunti con contratto a tempo determinato finalizzato al ruolo provenienti dalla prima fascia GPS sostegno o da specifiche procedure concorsuali, purché abbiano maturato i requisiti richiesti, come il superamento dell’anno di prova o il conseguimento dell’abilitazione nei casi previsti.
In queste situazioni l’istanza deve essere trasmessa tramite PEC all’Ufficio scolastico competente.
Allegati e preferenze richiedono particolare attenzione
La compilazione della domanda richiede attenzione nella predisposizione della documentazione e nella scelta delle preferenze.
Occorre verificare con attenzione:
- la disponibilità ad accettare cattedre orario esterne (COE);
- l’eventuale disponibilità agli spezzoni o ad altre tipologie di posto;
- il rapporto di lavoro a tempo parziale;
- l’ordine delle preferenze territoriali.
Fondamentale è anche la documentazione allegata, necessaria per attestare il ricongiungimento, le precedenze e le deroghe previste dal contratto.
“Conviene caricare prima tutti gli allegati e solo dopo iniziare la compilazione della domanda”, ha suggerito l’esperto, così da evitare interruzioni della procedura o dimenticanze al momento dell’inoltro.
Nell’assegnazione provvisoria contano ricongiungimento e figli
Semeraro ha ricordato che il sistema di valutazione dell’assegnazione provvisoria è diverso da quello utilizzato per la mobilità territoriale.
Non vengono infatti attribuiti punteggi per il servizio prestato o per i titoli culturali. I punteggi riguardano esclusivamente il ricongiungimento al familiare individuato e i figli, con valori differenziati in base all’età, oltre alle eventuali precedenze previste dalla normativa.
Per le utilizzazioni va aggiornato il punteggio della graduatoria interna
Diverso è il criterio previsto per le utilizzazioni.
In questo caso il docente deve dichiarare il punteggio della graduatoria interna d’istituto, aggiornandolo con il servizio maturato nell’ultimo anno scolastico.
“Al punteggio della graduatoria interna va aggiunto quello relativo all’anno scolastico in corso”, ha precisato Semeraro, invitando gli interessati a verificare preventivamente il dato riportato dalla propria scuola prima di procedere con la compilazione dell’istanza.
L’esperto ha infine ricordato che una domanda compilata con attenzione, corredata da tutti gli allegati richiesti e con preferenze ordinate secondo le proprie esigenze, consente di evitare errori che potrebbero rallentare la procedura o incidere sulla corretta valutazione della richiesta.
Vedi anche
Source link




