Sostenibilità, micro e piccole imprese protagoniste in Calabria
Il report dell’Osservatorio Mpi di Confartigianato Calabria evidenzia come la sostenibilità della Calabria passi dalle micro e piccole imprese. Edilizia, innovazione e territori guidano la transizione in regione
CATANZARO – La sostenibilità della Calabria passa dalle micro e piccole imprese. È questa la fotografia che emerge dal nuovo report dell’Osservatorio Mpi di Confartigianato Imprese Calabria, presentato nell’ambito del Forum nazionale sulla sostenibilità, che analizza il sistema produttivo regionale attraverso tre grandi direttrici – territori, persone e innovazione – delineando una regione chiamata a colmare importanti ritardi strutturali ma che può contare su un tessuto imprenditoriale diffuso, dinamico e sempre più protagonista della transizione ecologica e digitale.
Lo studio mette in evidenza come la sostenibilità non possa essere considerata esclusivamente una questione ambientale. Riqualificazione energetica, innovazione, digitalizzazione, formazione, occupazione, valorizzazione delle aree interne e contrasto allo spopolamento rappresentano tasselli di un’unica strategia di sviluppo. In questo contesto le micro e piccole imprese, e in particolare quelle artigiane, vengono individuate come il motore di un cambiamento che interessa contemporaneamente economia, ambiente e società.
LA SITUAZIONE COMPLESSA
La Calabria parte, tuttavia, da una situazione complessa. Il patrimonio edilizio regionale è tra i più datati del Paese: il 67,9% delle abitazioni occupate risulta costruito prima del 1980, cioè prima dell’entrata in vigore delle moderne normative sul risparmio energetico. Ancora più significativo è il dato relativo all’efficienza energetica: il 56,3% degli immobili dotati di Attestato di prestazione energetica appartiene alle classi F e G, quelle caratterizzate dai maggiori consumi. È evidente, quindi, come la riqualificazione del patrimonio edilizio rappresenti una delle principali sfide dei prossimi anni, con ricadute dirette sul lavoro di migliaia di imprese dell’edilizia, dell’impiantistica, della serramentistica e delle costruzioni.
Alla questione energetica si affianca quella della fragilità del territorio. Il report evidenzia che il 2,4% della superficie regionale è classificato a elevata pericolosità da frana, mentre il 17,2% è interessato da un elevato rischio di allagamento. Dati che confermano quanto la prevenzione, la manutenzione del territorio e la messa in sicurezza rappresentino non soltanto un’esigenza ambientale ma anche una priorità economica e sociale.
Anche la mobilità racconta una Calabria ancora lontana dagli obiettivi della transizione verde. Quasi tre automobili su quattro, il 73,4%, hanno oltre dieci anni di età e le vetture elettriche rappresentano appena lo 0,30% del parco circolante regionale. Numeri che testimoniano un ricambio ancora troppo lento del parco auto e che aprono importanti prospettive per tutta la filiera dell’automotive e della mobilità sostenibile.
IL RUOLO CENTRALE DI MICRO E PICCOLE IMPRESE
È proprio in questo scenario che il sistema delle micro e piccole imprese assume un ruolo centrale. In Calabria operano infatti 23.148 imprese impegnate nella protezione e nella cura del territorio, delle quali il 45,3% appartiene all’artigianato. A queste si aggiungono 6.832 imprese della filiera dell’automotive, 2.416 aziende impegnate nelle energie rinnovabili e 5.551 imprese dell’economia circolare. Si tratta di comparti che rappresentano già oggi una componente rilevante dell’economia regionale e che saranno chiamati ad accompagnare cittadini e imprese nel percorso verso un modello di sviluppo più sostenibile.
Catanzaro
L’analisi dell’Osservatorio entra poi nel dettaglio delle singole province, evidenziando caratteristiche differenti. Catanzaro si conferma la provincia più avanzata sul fronte della mobilità elettrica, con lo 0,37% delle auto alimentate a batteria, la quota più alta della Calabria. È inoltre seconda in regione per investimenti digitali delle micro e piccole imprese, che raggiungono il 70,4%. Sul territorio operano 4.462 imprese impegnate nella tutela ambientale, 531 aziende delle energie rinnovabili, 1.100 imprese dell’economia circolare e 1.144 attività della filiera automotive. Il 68,6% delle abitazioni è stato costruito prima del 1980 e il 54,8% degli immobili rientra nelle classi energetiche meno efficienti.
Cosenza
Cosenza concentra il maggior numero di imprese impegnate nella protezione e nella cura del territorio, ben 8.494, oltre a guidare la regione con 922 imprese della filiera delle energie rinnovabili. È anche la provincia con la più elevata incidenza di edifici nelle classi energetiche F e G, pari al 59,1%. Le imprese dell’economia circolare sono 2.049, quelle della filiera auto 2.558. Sul fronte della formazione il 25,2% delle aziende ha organizzato corsi nel 2024, mentre il 67,8% delle micro e piccole imprese ha investito nel digitale durante il 2025.
Reggio Calabria
Reggio Calabria presenta il patrimonio edilizio più datato della regione, con il 69,3% delle abitazioni costruite prima del 1980. Allo stesso tempo è la provincia più dinamica sul fronte dell’innovazione: il 73,3% delle micro e piccole imprese ha effettuato investimenti nella trasformazione digitale. È inoltre prima in Calabria per specializzazione artigiana nell’economia circolare, con il 78,3% delle imprese del comparto appartenenti all’artigianato. Sul territorio si contano 6.160 imprese dedicate alla tutela ambientale, 540 della filiera Fer e 1.542 dell’economia circolare.
Crotone
Crotone presenta una situazione leggermente migliore sul patrimonio edilizio, con il 65,2% degli edifici costruiti prima del 1980, ma evidenzia uno dei parchi automobilistici più anziani della regione: il 75% delle auto supera i dieci anni e quelle elettriche rappresentano appena lo 0,20% del totale. Le imprese impegnate nella tutela del territorio sono 2.314, quelle della filiera auto 530, mentre le aziende delle energie rinnovabili sono 207 e quelle dell’economia circolare 471. Gli investimenti digitali interessano il 69,2% delle micro e piccole imprese.
Vibo Valentia
Vibo Valentia, infine, è la provincia con il parco auto più vecchio della Calabria: il 75,4% delle vetture ha oltre dieci anni. Il 68,7% delle abitazioni è stato edificato prima del 1980 e il 58,6% degli immobili appartiene alle classi energetiche meno efficienti. Sul territorio operano 1.718 imprese impegnate nella tutela ambientale, 216 nella filiera delle energie rinnovabili, 389 nell’economia circolare e 512 nella filiera automotive.
È inoltre la provincia che registra la maggiore incidenza dell’artigianato tra le imprese impegnate nella cura del territorio (53,6%), ma anche quella con la quota più bassa di investimenti digitali delle micro e piccole imprese, pari al 56,9%. Il report dedica un ampio spazio anche al valore sociale della sostenibilità. Le micro e piccole imprese rappresentano l’83% della domanda di lavoro regionale e svolgono un ruolo fondamentale soprattutto nelle aree interne e montane. Nelle zone montane esse rappresentano il 92,7% dell’occupazione complessiva, quota che arriva addirittura al 100% nella provincia di Vibo Valentia. Anche il peso dell’artigianato cresce significativamente nelle aree interne, dove rappresenta il 22,9% dell’occupazione contro il 19,2% della media regionale. Dati che confermano come il sistema produttivo diffuso costituisca un presidio economico e sociale indispensabile per contrastare lo spopolamento e mantenere vivi i piccoli centri.
COLLABORAZIONE TRA IMPRESE
La sostenibilità passa anche dalla collaborazione tra imprese. Secondo il report, il 34,3% delle aziende calabresi opera in relazione con altre imprese attraverso reti e forme di cooperazione, mentre sul territorio sono già attive 34 Comunità energetiche rinnovabili. Le imprese artigiane, inoltre, garantiscono maggiore stabilità occupazionale: il 26,6% delle assunzioni avviene con contratti a tempo indeterminato o di apprendistato, contro il 13,6% delle imprese non artigiane.
Il 24,1% delle aziende ha investito nella formazione del personale e il 7,5% ha ospitato tirocinanti, rafforzando il collegamento con scuole e istituti tecnici. L’innovazione rappresenta un altro pilastro del rapporto. Nel 2025 il 69% delle micro e piccole imprese calabresi ha investito nella trasformazione digitale, mentre cresce anche l’imprenditoria giovanile: il 35,3% delle nuove imprese nate nel corso dell’anno è guidato da under 35, con un incremento del 9,5% rispetto all’anno precedente. Permangono tuttavia criticità sul fronte dell’attrattività territoriale. L’Indice Confartigianato Youth Friendly colloca infatti la Calabria al diciassettesimo posto tra le regioni italiane, evidenziando la necessità di rafforzare le politiche rivolte ai giovani, all’innovazione e alla competitività per rendere il territorio più capace di attrarre capitale umano e nuove iniziative imprenditoriali.
«Questo report – afferma il presidente Salvatore Ascioti – racconta una Calabria che troppo spesso viene descritta solo attraverso le sue difficoltà, ma che in realtà possiede un patrimonio straordinario di competenze, imprese e capacità di innovazione. Le nostre micro e piccole imprese stanno già contribuendo alla transizione ecologica e digitale, investono, creano occupazione, custodiscono il territorio e mantengono vivi i centri urbani e le aree interne. Adesso è necessario che questo impegno venga sostenuto con politiche lungimiranti, strumenti semplici e investimenti mirati. La sostenibilità non è un costo, ma un’opportunità concreta di crescita economica, competitività e sviluppo per tutta la Calabria».
Source link

