Emilia Romagna

Più Europa festeggia il sì al fine vita


Il 23 luglio il consiglio regionale dell’Emilia-Romagna ha approvato la legge sul fine vita, rendendo la regione la terza in Italia, dopo Toscana e Sardegna, a dotarsi di una normativa che disciplina l’accesso alle cure palliative e al suicidio assistito. Tra gli attivisti presenti in aula per assistere al voto c’era Arcangelo Macedonio, esponente bolognese di +Europa e membro della segreteria nazionale del partito, da anni impegnato su questi temi insieme all’Associazione Luca Coscioni.

“Vengo da una militanza radicale”, racconta il boniniano. “Ho iniziato circa 15 anni fa con la battaglia sul registro del testamento biologico, ai banchetti in tutta la città. Il percorso è proseguito con il referendum sull’eutanasia, dove con +Europa raccogliemmo il maggior numero di firme in Italia”. Bologna, ricorda, è stata “la principale città” di quella mobilitazione, fino alla proposta di legge presentata tre anni fa dall’Associazione Coscioni, con il contributo, in Toscana, del consigliere di +Europa Federico Eligi.

Per Macedonio il voto di ieri cambia concretamente le cose sul piano sanitario regionale: “Ora c’è un iter per accedere alle cure palliative e al suicidio assistito, in tempi certi, con l’ausilio dei medici, che restano liberi di esercitare l’obiezione di coscienza”. Una legge che, dice, “dà una fine almeno dignitosa a chi soffre”.

Nessuna speranza dalla destra e dal governo

Un pensiero più duro lo riserva al dibattito andato in scena in Aula: “Abbiamo assistito a un’opposizione con dichiarazioni che facevano pensare a quanto il Paese, a volte, resti retrogrado per un’ideologia che rischia di non dare i diritti che consentono alle persone e alle famiglie di superare la sofferenza con dignità”.

Uno sguardo che si allarga inevitabilmente al livello nazionale: si aspetta appelli, se non un vero sostegno, anche da parte del governo Meloni? Macedonio non si illude: “Non mi aspetto nessun movimento da parte del governo, nonostante la Corte Costituzionale abbia più volte invitato il Parlamento a legiferare. È un silenzio delle destre, a volte con il consenso di alcune parti della sinistra stessa”. Su questi temi, sottolinea, “siamo realmente dei pionieri”: senza la mobilitazione dell’Associazione Coscioni e di Più Europa, dice, la legge emiliano-romagnola non sarebbe arrivata. “Speriamo arrivino la quarta e la quinta regione, e finalmente una legge nazionale su fine vita ed eutanasia”.

Il ruolo di Più Europa nel Campo Largo bolognese

Spostando il discorso sul piano locale, mentre altri partiti di centro come Azione e Ora! adottano una linea più ambigua o critica nei confronti dell’amministrazione Lepore, Macedonio rivendica per Più Europa il ruolo di “ala più progressista e liberale” della coalizione a Bologna. Una definizione che lo porta a un confronto diretto con Coalizione Civica, la lista che a sua volta si presenta come l’anima più progressista dell’alleanza.

Sull’operato del sindaco dem il giudizio è possibilista: “Si può fare di meglio, ma il Sindaco ha operato bene e credo che il tram, quando arriverà, sarà una grande opera per la città”. Restano differenze con Coalizione Civica, “come possono esserci differenze tra me e lo stesso Pd”, ma la parola d’ordine resta il dialogo: “Più Europa darà un grande contributo per tentare un confronto con i cittadini e le forze che andranno alle elezioni, per governare questa città meglio di oggi”.

Chi spera nel salto, chi rischia l’addio, chi pensa al ritorno: la corsa al Parlamento del Pd

Sulle recenti polemiche legate al corteo per Fakir, Macedonio parla di “un equivoco”: “Ci sono stati scontri violenti, forse ci voleva un po’ più di tatto, ma scendere in piazza è una pratica che mostra una comunità unita”. Quanto alla propria collocazione politica, chiarisce che il termine “progressista” per lui ha una declinazione anche sul nucleare, dove si dice favorevole alla nuova tecnologia per l’energia pulita, in controtendenza con parte della sinistra, oltre che sul fine vita, dove rivendica una posizione liberale sulla libertà di scelta del cittadino.

Verso le amministrative

Alla domanda se si ricandiderà, Macedonio ricorda con ironia la sua unica esperienza da candidato alle comunali, segnata da un volantino provocatorio che lo definiva “gay, drogato, immigrato, precario, prostituto, studente e disoccupato”.

Sul proprio nome per le prossime elezioni resta cauto: “Non so se sarò io il candidato di +Europa o altri, lo dovremo decidere assieme. Ma daremo un contributo a queste elezioni” con l’obiettivo, conclude, di far emergere quanto “le nostre idee sono più vicine di quanto gli altri pensano”.

In cosa consiste la legge 

La norma regolamenta l’accesso al suicidio medicalmente assistito recependo i criteri indicati dalla Corte costituzionale: possono farne richiesta i pazienti affetti da una patologia irreversibile che comporti sofferenze fisiche o psicologiche giudicate intollerabili, tenuti in vita da trattamenti di sostegno vitale e in grado di esprimere una volontà libera e consapevole. È inoltre necessario che la persona sia stata informata in modo completo sulle alternative terapeutiche esistenti, cure palliative comprese.

A verificare che questi requisiti siano effettivamente presenti sarà una Commissione di valutazione multidisciplinare, la CoVam, che opera all’interno del servizio sanitario regionale organizzato per Area Vasta e che ha anche il compito di stabilire le modalità operative della procedura. Ne fanno parte, tra gli altri, un medico palliativista, un anestesista rianimatore, un medico legale, uno psichiatra, uno specialista della patologia del paziente, un farmacologo o farmacista, uno psicologo e un infermiere; su richiesta dell’interessato può essere coinvolto anche il medico di famiglia, in funzione puramente consultiva. Nel proprio giudizio la CoVam tiene conto anche del parere, non vincolante, del Comitato regionale per l’etica clinica, istituito già nel 2024. La legge non impone scadenze fisse per l’espressione del parere, ma richiede che i tempi siano commisurati alle condizioni cliniche del paziente e privi di ritardi ingiustificati; l’intero percorso è a titolo gratuito.

È previsto che la commissione effettui un primo sopralluogo direttamente dove si trova il paziente e ascolti, se richiesto, anche le persone a lui vicine indicate dallo stesso. Il personale sanitario coinvolto nelle fasi conclusive della procedura potrà partecipare solo su base volontaria. La legge affida infine all’Assemblea legislativa una verifica annuale sull’applicazione della norma e sui suoi effetti.


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »