Pierburg ceduta al fondo Aequita, scioperi e proteste a Lanciano: sindacati all’attacco

La cessione degli stabilimenti Pierburg di Lanciano e Livorno dal gruppo Rheinmetall al fondo tedesco Aequita accende la protesta dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali. Fiom Cgil e Fim Cisl denunciano infatti che la firma dell’accordo sarebbe avvenuta senza attendere gli sviluppi del confronto istituzionale aperto al ministero delle Imprese e del Made in Italy.
La notizia della vendita è stata resa nota nelle ultime ore e ha provocato un’immediata reazione nello stabilimento frentano. I sindacati parlano di una decisione assunta “in totale autonomia e unilateralità”, accusando l’azienda di aver ignorato il tavolo ministeriale e gli impegni assunti nel corso della vertenza.
«Disattendere un tavolo istituzionale convocato dal governo significa calpestare le istituzioni, le lavoratrici e i lavoratori e le loro rappresentanze», affermano Fiom e Fim in una nota firmata dai segretari Andrea De Lutis e Primiano Biscotti insieme alla Rsu Pierburg.
Secondo le organizzazioni sindacali, la scelta di Rheinmetall lascia aperti numerosi interrogativi sul futuro occupazionale dei dipendenti italiani. «Rheinmetall non è un’azienda in crisi. È un colosso della difesa che genera miliardi di euro di utili, anche grazie a commesse del Governo italiano finanziate con denaro pubblico. Eppure sceglie di cedere i propri stabilimenti italiani a un fondo speculativo, una scelta che al momento lascia le lavoratrici e i lavoratori italiani senza nessuna garanzia», sostengono i sindacati.
La mobilitazione è partita già nella giornata di ieri con uno sciopero spontaneo di quattro ore. Oggi la protesta è proseguita con altre quattro ore di sciopero e un presidio davanti ai cancelli dello stabilimento di Lanciano. Per domani sono state annunciate ulteriori due ore di sciopero, mentre nuove iniziative potrebbero essere organizzate nei prossimi giorni in coordinamento con il sito produttivo di Livorno.
Fiom e Fim chiedono ora al ministero delle Imprese e del Made in Italy la convocazione urgente del tavolo ministeriale per ottenere chiarimenti sull’operazione e discutere delle garanzie occupazionali per i lavoratori coinvolti. Tra le richieste avanzate dai sindacati c’è anche quella di vincolare le commesse pubbliche affidate a Rheinmetall al mantenimento dei livelli occupazionali e alla tutela del territorio.
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