picco di mortalità tra gli over 65 durante l’ondata di giugno
TORINO – torino finisce al centro dell’emergenza caldo nazionale, ma per un primato preoccupante. Il capoluogo piemontese è infatti la città italiana che ha registrato i dati più critici durante le ultime ondate di calore, con un significativo aumento della mortalità tra gli over 65.
Il dato è emerso nel corso della riunione della Cabina di regia interistituzionale prevista dal Piano operativo nazionale sugli effetti del caldo, che si è svolta oggi al Ministero della Salute. Tra le otto città monitorate, Torino è risultata quella con i picchi più elevati sia in termini di temperature che di decessi.
Torino maglia nera per caldo e mortalità
Secondo i dati preliminari raccolti in tempo reale dal Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario Regionale del Lazio (DEP Lazio), a Torino si sono registrati incrementi di temperatura superiori ai 9 gradi, ben oltre i circa 7 gradi osservati nelle altre città sotto monitoraggio.
Ma è soprattutto il dato sanitario a destare allarme. Nel periodo compreso tra il 20 maggio e il 29 giugno, e in particolare durante l’ondata di calore di giugno, a Torino è stato rilevato un incremento statisticamente significativo della mortalità tra gli over 65, un fenomeno che non si è verificato con la stessa intensità in nessun’altra città osservata.
Nel resto delle aree monitorate, infatti, l’impatto complessivo del caldo è stato definito contenuto, con tassi di mortalità in linea o inferiori alle attese. Torino rappresenta quindi un’anomalia che ora richiede approfondimenti per comprendere cause e fattori di rischio.
L’allarme del Ministero della Salute
La situazione torinese ha spinto il Ministero della Salute a mantenere alta l’attenzione sull’emergenza caldo, con un monitoraggio costante dell’evoluzione epidemiologica.
“Abbiamo sempre dato la massima attenzione all’emergenza caldo e continueremo a farlo monitorando costantemente il quadro in collaborazione con le autorità sanitarie territoriali”, ha dichiarato il ministro della Salute Orazio Schillaci al termine della riunione.
L’obiettivo, ha spiegato il ministro, è analizzare i dati in modo concreto per poter intervenire rapidamente sia sul piano operativo sia su quello epidemiologico.
Alla Cabina di regia hanno partecipato, oltre ai rappresentanti del Ministero della Salute, anche Protezione Civile, Inail, DEP Lazio, Federsanità, Simeu, FIASO e SIMG.
Attivo il numero 1500 per informazioni e assistenza
Per fronteggiare l’emergenza, dal 22 giugno il Ministero della Salute ha attivato anche il numero di pubblica utilità 1500, dedicato a informazioni, consigli e supporto per i cittadini.
Al 1° luglio sono già oltre 400 le chiamate ricevute. Le regioni da cui proviene il maggior numero di richieste sono Lazio, Lombardia e Puglia.
Tra le richieste più frequenti, il 28,7% riguarda i rischi per la salute legati alle alte temperature, mentre il 27,7% concerne informazioni sui bollettini delle ondate di calore.
Per quanto riguarda i casi più delicati, gestiti dal secondo livello di assistenza, il 58,3% delle segnalazioni riguarda disturbi cardiocircolatori, mentre il 16,7% è legato a problematiche psico-sociali.
Il quadro emerso conferma come il caldo estremo stia diventando un’emergenza sanitaria sempre più concreta, soprattutto per le fasce più fragili della popolazione. E a Torino, oggi più che altrove, i numeri raccontano una situazione che non può essere sottovalutata.
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