Piano sociale per il clima, il Pd: “Governo tiene fermi 9 miliardi destinati a famiglie vulnerabili”
Grosseto. “La risposta fornita dal Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica (Mase) il 21 luglio scorso alla Camera dei Deputati, in occasione dell’interrogazione presentata dall’onorevole Marco Simiani, certifica ciò che da tempo denunciamo: il Piano sociale per il clima è ancora fermo e l’Italia continua a non rendere disponibili le risorse europee destinate a proteggere cittadini e imprese dagli effetti della transizione energetica”.
A dichiararlo, in un comunicato, è Tamara Fattorini, responsabile delle politiche comunitarie dell’Unione Comunale del Pd di Grosseto.
“L’entrata in vigore dell’ETS2 rappresenterà una delle più importanti trasformazioni economiche e ambientali dei prossimi anni – continua la nota -. L’estensione del mercato europeo delle emissioni ai trasporti e agli edifici comporterà inevitabilmente un aumento dei costi di carburanti e riscaldamento. Per evitare che questi maggiori oneri ricadano sulle famiglie più fragili, l’Unione europea ha istituito il Fondo sociale per il clima, che assegna all’Italia oltre 9 miliardi di euro tra risorse comunitarie e cofinanziamento nazionale. Eppure, a distanza di oltre un anno dalla scadenza prevista per la presentazione del Piano sociale per il clima, il Governo ammette che ‘l’iter politico-istituzionale di approvazione è stato avviato’ e che solo successivamente il Piano sarà trasmesso alla Commissione europea. In altre parole, il Piano non è stato ancora approvato, né inviato a Bruxelles. Il rinvio dell’entrata in vigore dell’ETS2 al 2028 non può diventare il pretesto per rallentare la programmazione. Le risorse sono confermate, ma restano inutilizzabili fino all’approvazione definitiva del Piano. Nella risposta ministeriale vengono richiamati gli obiettivi previsti: efficientamento energetico dell’edilizia residenziale pubblica e delle microimprese, contrasto alla povertà energetica, promozione della mobilità sostenibile ed elettrificazione dei consumi, oltre all’obbligo di destinare almeno il 50% delle risorse per le famiglie vulnerabili agli interventi sul patrimonio Erp”.
“Misure importanti, che tuttavia restano soltanto intenzioni finché il Piano non sarà formalmente trasmesso e approvato – sottolinea il comunicato -. Questo ritardo produce conseguenze concrete. Significa impedire l’avvio dei bandi destinati alla riqualificazione energetica degli alloggi popolari, ritardare gli interventi a favore delle famiglie vulnerabili, lasciare cittadini e microimprese esposti all’aumento dei costi energetici e comprimere in pochi anni la gestione di miliardi di euro che dovranno essere spesi entro il 2032. È inaccettabile che, mentre la transizione ecologica procede e il costo dell’energia continua a rappresentare una delle principali preoccupazioni per milioni di italiani, il Governo continui a limitarsi ad annunciare che ‘l’iter è stato avviato’. Ogni mese di ritardo significa rinviare interventi essenziali contro la povertà energetica, rallentare la riqualificazione del patrimonio pubblico e privare le fasce più deboli di strumenti indispensabili per affrontare una trasformazione che deve essere equa e socialmente sostenibile”.
“Il Governo acceleri immediatamente l’approvazione e la trasmissione del Piano sociale per il clima alla Commissione europea – termina la nota –. Le famiglie italiane non possono continuare ad aspettare mentre oltre 9 miliardi di euro restano bloccati e inutilizzati”.
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