Trentino Alto Adige/Suedtirol

Petrolio in calo, ma i carburanti restano cari: Cna chiede più controlli


BOLZANO. ll prezzo del petrolio è tornato ai livelli di fine febbraio, ma quello di benzina e gasolio continua a rimanere sensibilmente più elevato. A lanciare l’allarme è CNA Trentino Alto Adige Südtirol, che evidenzia come il calo delle quotazioni del greggio non si stia riflettendo con la stessa rapidità sui prezzi praticati ai distributori, con ricadute dirette soprattutto sulle piccole imprese.

Secondo l’associazione, dopo aver superato i 95 dollari al barile durante le tensioni in Medio Oriente, il Brent è sceso nuovamente sotto i 70 dollari. Nonostante ciò, i carburanti alla pompa continuano a costare dal 14 al 16% in più rispetto a fine febbraio, anche se il taglio delle accise deciso dal Governo ha evitato un ulteriore aumento di circa sei centesimi al litro. Per un artigiano che percorre 30 mila chilometri all’anno con un furgone diesel, consumando circa 2.000 litri di carburante, il maggiore esborso supera ancora i 500 euro all’anno. Per le aziende con più mezzi il conto sale rapidamente fino a diverse migliaia di euro.

“La velocità con cui gli aumenti arrivano alla pompa è molto diversa da quella con cui vengono trasferiti i ribassi”, osserva il presidente di CNA Trentino Alto Adige Südtirol, Cristiano Cantisani. “Quando è stato bloccato lo Stretto di Hormuz, nel giro di 24 ore il prezzo del gasolio era schizzato a oltre 2,12 euro al litro, pur trattandosi di carburante acquistato settimane prima. Ora che il petrolio è tornato a scendere, lo stesso meccanismo non si vede”, sottolinea.

Per questo la CNA chiede di rafforzare anche a livello territoriale il monitoraggio della filiera dei carburanti e di garantire una maggiore trasparenza nella formazione dei prezzi, affinché la riduzione delle quotazioni internazionali possa tradursi più rapidamente in un beneficio concreto per imprese e consumatori.


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