Pestaggio nel centro storico, la voce dei ragazzi condanna la violenza | isNews
Il Gruppo Scout Isernia 1 e i rappresentanti degli istituti ‘Cuoco-Manuppella’ e ‘Majorana-Fascitelli’ chiedono una riflessione collettiva dopo i recenti episodi
ISERNIA. A seguito del brutale pestaggio nel centro storico di Isernia si è alzata la voce delle ragazze e dei ragazzi per condannare la violenza dell’episodio. Sulla questione sono intervenuti con una nota ufficiale gli educatori del Gruppo Scout Isernia 1, manifestando la propria posizione rispetto all’aggressione subita da un ragazzo di origini pakistane.
“Come gruppo Scout sentiamo il dovere di esprimere profonda indignazione per il grave episodio di violenza minorile avvenuto nel cuore della nostra città, per futili motivi, ai danni di un ragazzo di origini pakistane aggredito mentre si trovava a terra e indifeso” spiega l’associazione. “Si tratta di un episodio inqualificabile che, purtroppo, non appare isolato. La rissa avvenuta alla ‘Strada’, il pestaggio nei bagni del ‘Bar Centrale’ e molti altri fatti meno visibili ma altrettanto significativi delineano una deriva che non può essere ignorata e che interroga profondamente tutta la comunità. Quanto accaduto rappresenta un segnale evidente di una fragilità educativa e di un progressivo impoverimento del nostro sistema di valori. L’educazione dei ragazzi nasce innanzitutto in famiglia, ma cresce e si rafforza attraverso il contributo dell’intera comunità: scuola, associazioni, istituzioni, realtà sportive, culturali ed educative”.
Il gruppo Scout prosegue sottolineando la necessità di un impegno che vada oltre la mera repressione: “Come educatori Scout crediamo che ogni ragazzo abbia bisogno di esempi credibili, relazioni sane, ascolto e luoghi positivi di aggregazione. Quando la violenza diventa linguaggio tra i più giovani, non possiamo limitarci, semplificando, a parlare di responsabilità individuali: è tutta la comunità che deve interrogarsi sul contesto che sta costruendo attorno alle nuove generazioni. La repressione può essere necessaria, ma rappresenta già il segno di un fallimento collettivo. Per questo riteniamo fondamentale investire con decisione nella prevenzione, nei servizi sociali, nei percorsi educativi e nel sostegno concreto alle realtà che operano ogni giorno accanto ai ragazzi. Allo stesso tempo, non possono essere ignorate situazioni diffuse di facile accesso all’alcol da parte dei minorenni, così come il progressivo degrado di alcuni luoghi della città, che rischiano di trasformarsi in spazi di marginalità e illegalità. Come gruppo Scout continueremo a fare la nostra parte, educando ragazzi e ragazze al rispetto, alla responsabilità, al servizio e alla cura dell’altro. Crediamo però che nessuna realtà educativa possa essere lasciata sola: solo attraverso un impegno condiviso, continuo e coraggioso sarà possibile contrastare queste derive e restituire ai nostri giovani orizzonti sani, autentici e positivi di crescita”.
Sulla stessa linea si pongono gli studenti dell’Isis ‘Cuoco-Manuppella’ e dell’Isis ‘Majorana-Fascitelli’, che hanno diffuso un messaggio congiunto per stigmatizzare quanto accaduto.
“Esprimiamo la nostra ferma e unanime condanna per i gravi atti di violenza verificatisi nelle prime ore di domenica 26 aprile nel centro storico di Isernia” affermano gli studenti. “Tali comportamenti non possono e non devono essere in alcun modo normalizzati né giustificati: è dovere della nostra comunità respingerli con decisione, denunciarli e isolarli senza ambiguità. Desta particolare preoccupazione il fatto che episodi di tale gravità coinvolgano una realtà piccola come la nostra e, soprattutto, giovani della nostra stessa età. Riteniamo che la scuola non debba limitarsi a essere un luogo di istruzione, ma debba rappresentare un punto di riferimento fondamentale per la formazione civica, etica e relazionale degli studenti, promuovendo valori quali il rispetto, la responsabilità e la convivenza civile. Confidiamo nel ruolo centrale delle istituzioni scolastiche come presidi educativi capaci di contribuire concretamente al miglioramento della società presente e futura. Per questo, rivolgiamo un appello a tutta la comunità, a partire dagli studenti e dai docenti, affinché si apra un confronto serio e consapevole su quanto accaduto, con l’obiettivo di sensibilizzare, prevenire e contrastare il ripetersi di simili episodi. Ribadiamo con forza che tali azioni oltrepassano ogni limite della convivenza civile e richiedono una presa di posizione chiara e condivisa. Invitiamo, infine, tutti a una profonda riflessione individuale e collettiva, nel rispetto di se stessi e degli altri”.
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