Umbria

Perugia prova a ridisegnare la vita notturna: ecco tutte le misure del piano «Notte in Comune»

Tenere insieme diritto al riposo dei residenti, libertà d’impresa, sicurezza e diritto alla socialità e alla cultura. È questo il “Cubo di Rubik” che il Comune di Perugia proverà a risolvere attraverso «Notte in Comune», il quadro strategico unitario per la governance della vita notturna cittadina. Dopo la presentazione delle linee guida, avvenuta settimane fa nel corso di una conferenza stampa, nelle score ore la giunta di Palazzo dei Priori ha adottato il piano che interviene con una serie di misure su diversi settori.

Fattore di sviluppo L’esigenza è quella di gestire una realtà complessa che vede la concentrazione della vita notturna soprattutto nell’acropoli, nei poli universitari e nelle zone a maggiore afflusso turistico, così da trasformare l’economia della notte in un fattore di sviluppo economico e occupazionale sostenibile, mitigando al contempo le principali criticità come l’impatto acustico, il degrado ambientale e i conflitti tra residenti e frequentatori degli spazi pubblici.

Cinque obiettivi Il documento fissa cinque obiettivi generali interconnessi che puntano al miglioramento della qualità della vita urbana, al rafforzamento della sicurezza integrata, al supporto del tessuto commerciale e turistico, alla valorizzazione delle attività culturali e a una migliore distribuzione territoriale dei flussi, tesa a decongestionare il centro storico verso aree meno cariche dal punto di vista antropico.

Cabina e Consulta Per superare la frammentazione degli interventi, la governance del progetto si fonda su due organismi chiave. Il primo è una Cabina di regia intersettoriale, coordinata dal direttore generale del Comune e composta da assessori e dirigenti dei settori Sicurezza, Commercio, Turismo, Cultura, Ambiente e Mobilità, con il compito di indirizzare e monitorare l’attuazione delle misure. Il secondo è la Consulta della notte, un organo di partecipazione che coinvolgerà associazioni di categoria, comitati di quartiere e realtà del terzo settore con funzioni consultive e di monitoraggio.

Quattro assi L’operatività del piano è strutturata su quattro assi strategici che combinano azioni già in essere con progetti a medio e lungo termine. Nell’asse dedicato alla partecipazione rientrano i tavoli tematici con gli operatori del settore, già avviati nel 2025, cui seguiranno la formalizzazione della Consulta, la raccolta sistematica dei dati sui flussi notturni e la firma di protocolli d’intesa con la Prefettura e le Forze dell’Ordine.

Spazio pubblico Sul fronte della cura dello spazio pubblico, il piano mette a sistema gli interventi sul decoro urbani già messi in campo, tra cui il potenziamento del servizio di pulizia e lavaggio strade effettuato da Gesenu, i patti di collaborazione con la cittadinanza come quello attivato in Piazza del Melo e le sperimentazioni per ridurre la plastica monouso in via della Viola. Le prossime tappe prevedono l’installazione di nuove isole ecologiche ai margini dell’acropoli, l’adozione di sistemi intelligenti per il tracciamento dei rifiuti e un’azione di contrasto alle violazioni potenziata dalla polizia locale.

Le misure Per quanto riguarda l’asse dell’accompagnamento e della sicurezza, le misure già operative comprendono il rafforzamento di quello che viene chiamato «Servizio movida» della polizia locale, le ormai note ordinanze sui limiti orari per la somministrazione di alcolici nell’acropoli e nell’area di Fontivegge, mail o app per segnalare criticità in tempo reale, la mappatura delle strutture ricettive brevi e la pubblicazione di guide normative per gli esercenti. Tra le azioni future figurano l’istituzione del protocollo Spazi sicuri contro discriminazioni e molestie nei locali, l’attivazione di punti di ascolto per gli operatori economici e la revisione dei regolamenti dedicati all’occupazione del suolo pubblico.

Incontro e mobilità L’ultimo asse ruota intorno all’incontro e alla mobilità, mirando a favorire una fruizione policentrica della città. In questo ambito si inseriscono il potenziamento dei trasporti notturni tramite la linea bus Gimo, l’estensione dell’orario del Minimetrò durante il fine settimana, l’apertura di nuovi spazi culturali come l’Arena del Borgobello e il Chiostro di San Fiorenzo, unitamente al ripristino dei bagni pubblici. Le prospettive a lungo termine includono la stesura di un piano integrato per la mobilità serale, l’efficientamento dell’illuminazione pubblica nelle zone critiche, l’estensione degli eventi nei quartieri periferici e l’introduzione di incentivi per la programmazione di attività culturali pomeridiane e preserali.

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