Viaggi e turismo

Per dove si parte? Kenia in Africa, Cornovaglia in Europa e Perù in Sud America

Una crescita d’interesse verso destinazioni come il Regno Unito e la Georgia, l’affermazione della cosiddetta “adventure gastronomy” nei paesi del Sud America, e una forte spinta verso il turismo sostenibile in Africa e negli arcipelaghi atlantici. E’ quanto emerge tra le tendenze di viaggio per l’estate 2026 in base ad una ricerca condotta dalla piattaforma di eSIM Airalo (scelta da 30 milioni di viaggiatori in oltre 200 destinazioni), supportata da un’indagine demoscopica commissionata a YouGov che ha analizzato i comportamenti e le preferenze dei viaggiatori italiani in vista della stagione estiva. Più in generale, lo studio evidenzia la ricerca di un legame più autentico con i territori e un netto divario generazionale nell’approccio all’esperienza di viaggio. Ecco come queste tendenze stanno ridefinendo la mappa del turismo internazionale.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Il ritorno del Nord e il fascino dell’Est

Tra le mete che registrano la crescita più significativa spicca il Regno Unito, che fa segnare un incremento d’interesse molto marcato. A cambiare, tuttavia, è soprattutto il modo di esplorarlo: l’attenzione dei viaggiatori si sta spostando dalle grandi metropoli verso un turismo più lento, che trova nelle Highlands scozzesi e nei paesaggi costieri della Cornovaglia la sua dimensione ideale. Allo stesso tempo, sul fronte orientale, la Georgia si consolida come destinazione emergente di grande richiamo. Questo Paese affascina grazie ad un’accoglienza percepita come genuina e ad una tradizione enogastronomica antica, capace di offrire un’esperienza culinaria e culturale profondamente radicata nel territorio.

In Sud America per un’avventura gastronomica

Spostando lo sguardo oltreoceano, il Sud America si conferma una delle aree geografiche più dinamiche per il turismo italiano. Nazioni come il Perù, la Colombia e il Brasile attirano un numero sempre maggiore di visitatori alla ricerca di un contatto autentico con la natura e con le culture locali. In queste terre si sta sviluppando la tendenza dell’adventure gastronomy, un modello di viaggio che unisce l’attività fisica all’aria aperta alla scoperta delle tradizioni culinarie locali. Il cibo non viene più inteso solo come un aspetto logistico della vacanza, ma diventa una vera e propria chiave di lettura culturale per comprendere la storia e l’identità del luogo visitato, unendo l’escursione sul territorio alla conoscenza dei produttori locali.

Sostenibilità dal Kenya a Capo Verde

La sensibilità verso l’ambiente e verso il benessere delle comunità locali sta ridefinendo anche le mete classiche del turismo a lungo raggio. In Kenya si osserva una crescente preferenza per formule di safari sostenibili, progettate per ridurre l’impatto ecologico e sostenere attivamente le popolazioni residenti attraverso un contatto più responsabile con il territorio. Un approccio simile si ritrova nelle dinamiche che spingono i viaggiatori verso il Marocco, dove aumenta la richiesta di soggiorni nei riad tradizionali e di esperienze nel deserto, e verso Capo Verde. In quest’ultimo arcipelago si prediligono in particolare le isole meno frequentate, alla ricerca di ritmi distesi e di un impatto turistico più leggero.

L’identikit del viaggiatore moderno

Le motivazioni che guidano la scelta della meta mostrano un panorama sfaccettato in cui fattori economici, climatici e personali si intrecciano. Se il costo complessivo del viaggio resta il principale fattore di scelta per il 62% degli intervistati, cresce anche l’importanza attribuita alla sicurezza della destinazione (44%), seguita da clima (35%), offerta culturale (34%) e facilità di accesso (31%). Inoltre, le scelte risentono anche della percezione della stabilità geopolitica, che spinge a preferire destinazioni collegate da rotte aeree stabili e dirette. Questa complessità si riflette anche nelle differenze tra le generazioni. I viaggiatori più giovani, appartenenti alla Gen Z, mostrano una spiccata propensione per l’avventura e lo sport all’aria aperta, considerandoli elementi decisivi per la pianificazione del viaggio. Al contrario, le generazioni più mature, come i Baby Boomers, tendono a privilegiare il comfort, la stabilità e le condizioni meteorologiche favorevoli, cercando un’esperienza più strutturata, rilassante e riparata dagli imprevisti climatici.


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