Marche

«Per arrivare in Kazakistan prendo un volo»


PESARO Quando pedalare diventa «una sorta di quotidianità piacevole»: il nostro “eroe” Giacomo Gambini, dopo aver portato la pizza Rossini in Bulgaria, è arrivato quasi a metà del suo viaggio che lo porterà da Muraglia (quartiere) alla Muraglia cinese. Un’avventura che fino ad oggi gli ha fatto percorrere circa 5.500 chilometri in circa 100 giorni di viaggio da quel 31 dicembre in cui ha deciso di partire sulla via del Pepe (PEsaro-PEchino). 

La parte più difficile

«In questi giorni ho alleggerito il carico della bici che forse era uno dei problemi che ho avuto alla bici – racconta -. Non avendo mai affrontato l’inverno in bici ho fatto qualche errore di inesperienza, portandomi forse più del necessario, per sicurezza più che altro». Giacomo sottolinea che «probabilmente adesso entro nella parte più difficile, ma allo stesso tempo affascinante del viaggio ed è anche uno dei motivi che mi ha fatto scegliere di continuare». E come per ogni avventura che si rispetti ci sono stati anche momenti difficili, tra qualche danno alla bici e qualche linea di febbre, ma Giacomo non si è fermato. «La Turchia, al momento, è stato il posto più ospitale: ho trovato spesso persone che mi offrivano il tè o da mangiare o un posto da dormire, ma è stato anche il posto che mi ha messo più in difficoltà mentalmente. Forse perché ho dovuto affrontare un po’ di difficoltà: qualche rottura della bici di troppo, la febbre e, non ultimo, il cambio di programma, ovvero arrivare fino a Tbilisi e poi prendere l’aereo per arrivare ad Aktau in Kazakistan». Infatti è impossibile entrare in Russia in bici, l’Azerbaijan ha i confini di terra chiusi dal 2020 e in Iran c’è la guerra. «Quindi le opzioni erano due – prosegue Giacomo – o rimanere fedele al progetto iniziale ovvero raggiungere il punto più a est pedalabile e, vista l’impossibilità di proseguire dopo la Georgia, tornare a casa, oppure prendere l’aereo e continuare comunque questo viaggio fino alla Cina. Alla fine ho scelto la seconda opzione, anche se ci ho pensato per un po’: mi ero dato la Cappadocia come punto per decidere. Ma è inutile intestardirsi per cose che non sono sotto il mio controllo». Giacomo dovrebbe essere arrivato in queste ore in Kazakistan e da lì andrà verso l’Uzbekistan direzione Samarcanda «dove incontrerò un altro “problema” ovvero che per entrare nel paese al momento l’unico modo è con un treno in quanto la frontiera è chiusa da un anno per lavori. Ma a questo punto, dopo l’aereo sono disposto anche a prendere un treno».

Il compagno di viaggio

E viaggiare in compagnia non fa mai male: «Probabilmente per qualche giorno pedalerò con un altro ragazzo italiano, di Roma: l’ho incontrato in Turchia, ed abbiamo già fatto qualche chilometro insieme, ma lui è diretto in Giappone». Giacomo è in contatto con la sua famiglia e qualche amico: col resto dei fan comunica via Instagram. E l’avventura continua.




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