Lazio

paura nella notte, residenti in strada

Un boato tremendo, improvviso, che nel cuore della notte ha squarciato il silenzio del quartiere Don Bosco, trascinando giù dal letto decine di famiglie terrorizzate.

Erano da poco passate le due quando un ordigno di manifattura artigianale, con ogni probabilità una potente bomba carta, è stato fatto esplodere all’interno dei locali cantina di una palazzina in via Valerio Flacco, nella periferia est di Roma.

La deflagrazione ha investito con violenza l’area sotterranea dello stabile, propagandosi rapidamente verso l’alto. L’onda d’urto ha letteralmente deformato il portone d’ingresso, danneggiando pesantemente l’androne condominiale e provocando il distacco di ampie porzioni di intonaco dalle pareti delle scale e degli scantinati.

Palazzina evacuata e fiamme sotto controllo

Pochi minuti dopo lo scoppio, la via si è riempita di residenti scesi in strada in pigiama, spaventati dal fumo e dal timore di un possibile crollo strutturale. Sul posto sono intervenuti d’urgenza i Vigili del Fuoco del distaccamento Tuscolano II, supportati da un’autoscala.

I soccorritori hanno transennato l’area e avviato le verifiche di stabilità su tutti i solai interessati dall’esplosione. Fortunatamente, i controlli tecnici hanno escluso lesioni profonde alle strutture portanti dell’edificio.

immagine di repertorio

Nessuno degli abitanti è rimasto ferito o intossicato e, una volta dichiarata l’agibilità dell’immobile da parte dei tecnici del comando provinciale, le famiglie hanno potuto fare rientro nei propri appartamenti prima dell’alba.

Le indagini: si scava nella vita dei condomini

Nel frattempo, in via Valerio Flacco sono arrivati i Carabinieri del Nucleo Radiomobile e della stazione di zona per eseguire i primi rilievi scientifici alla ricerca di tracce di polvere pirica o componenti dell’innesco.

Al momento, il fascicolo d’indagine è aperto a 360 gradi e gli investigatori dell’Arma non escludono alcuna pista. Il sospetto più forte, vista la collocazione dell’ordigno nei sotterranei, è che possa essersi trattato di un mirato gesto intimidatorio.

Gli inquirenti stanno analizzando l’elenco dei residenti della palazzina per capire se tra di loro vi sia il reale destinatario dell’avvertimento, mentre si cercano telecamere di videosorveglianza stradale nella zona che possano aver ripreso la fuga dei responsabili prima dell’esplosione.

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