Tour, corridori preoccupati dal caldo estremo: “Spostiamo gli orari di partenza delle tappe”
Per la prima volta nella storia una tappa del Tour de France è stata accorciata per caldo. La canicule che affligge il centro della Francia ha costretto gli organizzatori a tagliare 30 km nella Malemort-Ussel, partita regolarmente ma alle 13.45. Nella serata di ieri e nella mattinata prima della frazione ci sono state discussioni tra il Cpa, il sindacato dei corridori, e Aso, la società che organizza la corsa francese. I corridori chiedevano l’adozione di ulteriori misure in conformità con il Protocollo UCI per le Condizioni Meteorologiche Estreme. Secondo questo protocollo, quando le temperature aumentano e raggiungono i livelli più alto dell’indice WBGT (Wet Bulb Globe Temperature, un indice di stress termico ambientale che misura l’impatto del calore sul corpo umano), agli organizzatori viene raccomandato di predisporre ulteriori aree d’ombra, sistemi di raffreddamento e punti di idratazione e, se necessario, di accorciare, modificare o annullare le tappe. Domenica, nella Francia centrale, i valori del WBGT rientrano nella fascia gialla-arancione del protocollo, mentre la temperatura dell’aria dovrebbe raggiungere i 38°.
Il comunicato del Cpa
Il Cpa ha diffuso un comunicato domenica mattina dopo ulteriori colloqui con Aso, chiedendo l’attivazione di ulteriori misure per far fronte alle alte temperature. “Il Cpa ritiene che la decisione di accorciare la tappa sia comprensibile e responsabile, considerate le condizioni meteorologiche. Tuttavia questa situazione evidenzia ancora una volta la necessità di applicare pienamente il protocollo per le condizioni meteorologiche estreme”.

L’estensione del tempo massimo
Di conseguenza, oltre alle misure già adottate da Aso – come l’aumento delle possibilità di rifornimento e di passaggio delle borracce ai corridori durante la gara – è stato concordato di estendere il tempo massimo consentito per concludere la tappa di domenica. “Nel corso della riunione, in consultazione con il presidente della giuria e con l’organizzazione della corsa, la CPA ha inoltre ottenuto un aumento aggiuntivo del 2% del tempo massimo, in riconoscimento delle condizioni eccezionali che i corridori stanno affrontando». Nelle tappe classificate come di media montagna (categoria alla quale appartiene la nona tappa), il tempo massimo varia tra il 14% e il 18% rispetto al tempo del vincitore, a seconda della velocità media della giornata. Con questo incremento straordinario, il limite potrebbe quindi arrivare fino al 20% al termine della tappa.

Il futuro
Oltre alle misure adottate per la nona tappa, Il Cpa ha dichiarato di aver concordato con l’UCI e con Aso un maggiore coinvolgimento nelle decisioni future, dato che il caldo estremo continuerà a caratterizzare il Tour. Il sindacato ha inoltre chiesto che, durante l’inverno, vengano discusse soluzioni di lungo periodo per affrontare situazioni analoghe. “A seguito delle discussioni, è stato concordato che, d’ora in poi, tutte le parti coinvolte si riuniranno sistematicamente per prendere decisioni riguardanti la corsa ogni volta che condizioni meteorologiche così difficili mettano a rischio la salute dei corridori”, si legge nel comunicato. “Alla luce della crescente frequenza delle ondate di calore estremo, la Cpa ribadisce che gli orari di partenza delle gare estive devono essere rivisti per tutelare la salute degli atleti. I corridori restano pienamente impegnati a offrire il miglior spettacolo possibile, ma questo deve andare di pari passo con un adattamento alle nuove realtà climatiche che il ciclismo si trova oggi ad affrontare. Il Cpa chiede con urgenza che, nel corso del prossimo inverno, si avviino discussioni con tutte le parti interessate, così da individuare una soluzione prima dell’inizio della stagione 2027”.
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