Parco della Resistenza a pezzi dopo il fortunale: il PD attacca la giunta

I dem denunciano anni di incuria e ritardi negli interventi dopo i rilievi di Arpae e Ausl, chiedendo il passo indietro dell’assessore Petetta
I danni provocati dal maltempo dello scorso 21 agosto nel principale polmone verde della città continuano a far discutere, sollevando un polverone politico sulla gestione delle manutenzioni ordinarie e straordinarie. Secondo il Gruppo Consiliare del Partito Democratico, infatti, le devastazioni non sono imputabili esclusivamente all’eccezionalità del fenomeno meteorologico, ma sarebbero la diretta conseguenza di anni di abbandono e mancata programmazione.
A sostegno delle proprie accuse, i consiglieri dem citano i documenti ufficiali e le verifiche condotte dagli organi di controllo. «Dall’analisi del registro delle schede delle alberature del parco emerge un quadro di forte ritardo nell’esecuzione dei lavori di messa in sicurezza», spiegano dal PD, evidenziando come «risultano ben 10 alberature per le quali era già stato programmato l’abbattimento urgente tra marzo e aprile 2026, con classi di rischio estremo o elevato, ma i cui interventi sono rimasti in lavorazione o non eseguiti». Tra le piante trascurate figuravano «esemplari affetti da carie gravi, fusti inclinati e lesioni strutturali al colletto», ai quali si aggiungevano «oltre 30 alberi che attendevano da mesi o anni interventi di rimozione del secco, potature di alleggerimento della chioma o approfondimenti diagnostici».
Il quadro di degrado non si fermerebbe però alla vegetazione. Gli ispettori di Arpae e Ausl Romagna, intervenuti a metà agosto a seguito delle segnalazioni dei residenti, hanno documentato criticità marcate nello specchio d’acqua. Nel testo della nota si sottolinea come «tutti e 4 gli ossigenatori dell’acqua sono risultati disattivati da maggio 2026 a causa di un guasto elettrico» e che «la soglia dei bocchettoni di scarico si trovava a circa 20–30 cm al di sopra del livello dell’acqua, impedendo qualsiasi ricambio idrico e lasciando le acque totalmente stagnanti». Una condizione aggravata da «uno strato di diversi centimetri di materiale organico vegetale sedimentato e rifiuti plastici, legato alla totale assenza di pulizia del fondale da almeno 3-4 anni».
I rappresentanti del Partito Democratico concludono sottolineando che «se il vento del 21 agosto ha rappresentato l’innesco, la scarsa e ritardata manutenzione ordinaria e straordinaria ha creato le premesse per il crollo e per il degrado ambientale». Allargando il giudizio all’operato complessivo dell’amministrazione, il gruppo consiliare afferma che «la vicenda del Parco della Resistenza non è un caso isolato» e richiama «il Parco Urbano ancora non sistemato a distanza di tre anni, un verde pubblico complessivamente in condizioni indecorose, continue criticità nel servizio di raccolta dei rifiuti e una viabilità cittadina ormai al collasso». Per queste ragioni, secondo i dem, «riteniamo sia rimasta una sola opzione sul tavolo: le dimissioni immediate dell’assessore Petetta».
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