Paolo Curi, superstite della tragedia di Corinaldo: «Quella notte ho perso mia moglie. L’inizio è stato durissimo, da solo con 4 bambini. Alessandro prendeva ancora il latte materno. Con tanta sofferenza e fatica stiamo andando avanti»
Ospite a Verissimo, Paolo Curi, superstite della strage di Corinaldo, che ha ricostruito nel salotto di Silvia Toffanin cosa è successo nella notte tra il 7 e l’8 dicembre 2018 nella discoteca Lanterna Azzurra dove si era recato insieme alla moglie Eleonora e alla primogenita Gemma per assistere al concerto di Sfera Ebbasta. Quella sera ha perso la consorte, una delle vittime insieme a cinque ragazzi.
Prima però ha voluto commentare gli sviluppi giudiziari della faccenda e l’assoluzione perché il fatto non sussiste dei nove imputati, tra cui l’ex sindaco di Corinaldo Matteo Principi e i membri della commissione che rilasciarono la licenza alla discoteca, non a norma secondo la Procura: «Per me è come se avessero ucciso mia moglie una seconda volta. Sentendo il processo mi sembrava molto ovvio. Ho visto delle cose quella sera che non lasciavano dubbi sulla colpevolezza. Speriamo ancora negli altri gradi del giudizio».
Paolo Curi ha poi continuato: «Era il nostro anniversario e quel concerto doveva essere il primo stacco dopo la nascita di Alessandro (l’ultimo figlio, ndr.). Avevamo questa abitudine di vedere un concerto ogni anno con Gemma. Sono arrivato alle 21.30, non era ciò che mi era stato detto. Non era un concerto, era un djset, non è stato nemmeno pubblicizzato, altrimenti non ci sarei andato perché il concerto effettivo sarebbe iniziato alle 2 di notte».
Il locale cominciava a riempirsi più del dovuto e dopo la mezzanotte la situazione ha cominciato a precipitare: «Per i tavoli avevano venduto 1500 biglietti ed erano 90 metri quadri. Poi è entrata in azione la banda dello spray. All’inizio ho sentito una vampata, un bruciore forte, molto pesante. Sentivi l’aria irrespirabile, l’istinto era di andare verso le uscite. Chi era dietro, ha avuto i primi problemi. Era un magazzino agricolo e l’uscita era quella dove portavano gli animali, fatta da tante scale, ringhiere arrugginite, non a norma e le persone cadute erano sopra altre e si sono bloccati tutti», ha affermato Paolo Curi che nella calca aveva perso la moglie e la figlia, spinto dalla folla.
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