P.S.Giorgio, in Comune si passa da tre dirigenti a due. La Fanesi per tre anni alla Ragioneria territoriale dello Stato
PORTO SAN GIORGIO – Dopo Popolizio è la volta della Fanesi. Non c’è pace per la macchina comunale a Porto San Giorgio. Carlo Popolizio, dirigente degli affari generali e del personale, come noto ha assunto un incarico di tre anni in seno alla Prefettura di Fermo ed attualmente coadiuva il commissario prefettizio nella gestione del Comune di Campofilone.

Dopo Popolizio è la volta della Fanesi. Non c’è pace per la macchina comunale a Porto San Giorgio. Carlo Popolizio, dirigente degli affari generali e del personale, come noto ha assunto un incarico di tre anni in seno alla Prefettura di Fermo ed attualmente coadiuva il commissario prefettizio nella gestione del Comune di Campofilone. Al suo posto, però, non è stato previsto alcun sostituto. Di qualche giorno fa la notizia che anche la dirigente dei servizi finanziari, Iraide Fanesi, lascerà il comune rivierasco per un periodo di tre anni per assumere l’incarico di direzione della ragioneria territoriale dello Stato di Ascoli Piceno Fermo.
Ad avanzare la richiesta il Ministero dell’Economia e della Finanze che ha comunicato all’ente di via Veneto l’intenzione di avvalersi, in posizione di comando, della collaborazione della dott.ssa Fanesi, dirigente a tempo indeterminato del Comune sangiorgese. Da parte dell’Amministrazione Vesprini è arrivato l’ok, pertanto dal mese di giugno il settore resterà vacante di un dirigente e la Fanesi potrà usufruire di una aspettativa per il tempo necessario a svolgere tale incarico. Ciò che la delibera di giunta non chiarisce è se al posto della Fanesi arriverà un altro dirigente a tempo determinato o se, piuttosto, si opterà in via definitiva per individuare ed adottare «le soluzioni organizzative più idonee
per garantire l’indispensabile continuità dell’azione amministrativa, a fronte dell’imminente nuovo incarico del dirigente in parola e della vacatio gestionale che ne conseguirà» si legge nel documento approvato dall’esecutivo.
L’impressione allora è che da tre dirigenti si passi ora a due, oltre alla segretaria generale resta infatti la dirigente dei lavori pubblici. Ma che qualcosa andrà rivisto nella organizzazione interna per sopperire a questi avvicendamenti legati (così fu per il dirigente Postacchini) sia a scelte professionali che, come nel caso del dirigente ai servizi sociali, anche personali. Una macchina insomma con poche figure apicali ma che vede forse “investire” di più sulle figure dei funzionari.
Sa. Ren.
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