Lazio

tra multe e polemiche, il Parco chiarisce il divieto

Nessun “divieto totale”, ma una stretta mirata sulla sicurezza. È questo il chiarimento arrivato dall’Ente del Parco della Caffarella dopo le polemiche esplose nei giorni scorsi, quando alcuni ciclisti a bordo di biciclette elettriche sono stati sanzionati lungo i sentieri dell’area verde.

A innescare la protesta sono state le associazioni per la mobilità sostenibile, tra cui Salvaciclisti, che hanno denunciato il rischio di un passo indietro sul fronte della ciclabilità urbana.

Ma, secondo quanto precisato dall’Ente Parco, la misura non riguarda le biciclette in quanto tali, bensì l’uso improprio di mezzi non conformi alle regole.

Chi può entrare e chi no

Il punto centrale è la distinzione tra veicoli regolari e mezzi modificati.

Le biciclette tradizionali restano pienamente autorizzate, così come le e-bike a pedalata assistita conformi alla normativa, cioè quelle in cui il motore smette di funzionare oltre i 25 chilometri orari.

Diverso il discorso per i mezzi dotati di acceleratore o alterati per superare i limiti di legge: in questi casi, spiegano dal Parco, si tratta di veri e propri ciclomotori camuffati, incompatibili con un’area naturalistica frequentata da famiglie, sportivi e turisti.

Quartiere diviso

La decisione ha acceso il dibattito tra i residenti delle zone tra Appio e Ardeatina.

Da una parte, chi accoglie con favore la stretta: molti frequentatori abituali lamentano da tempo la presenza di mezzi lanciati ad alta velocità lungo i percorsi pedonali, con rischi concreti per bambini, anziani e animali.

Dall’altra, i ciclisti urbani e i pendolari, che utilizzano la Caffarella come corridoio verde per evitare il traffico cittadino e vedono nel provvedimento un possibile ostacolo alla mobilità alternativa.

Più chiarezza per evitare equivoci

Per spegnere le polemiche e rendere più comprensibile il regolamento, l’Ente Parco ha annunciato interventi immediati.

Da un lato, la revisione del testo normativo, che sarà semplificato per eliminare ambiguità interpretative. Dall’altro, il potenziamento della segnaletica agli ingressi principali, con indicazioni chiare sui mezzi consentiti e su quelli vietati.

L’equilibrio tra tutela e mobilità

L’obiettivo dichiarato resta quello di trovare un punto di equilibrio: proteggere un ecosistema fragile e garantire la sicurezza dei visitatori, senza penalizzare chi sceglie la bicicletta come alternativa sostenibile all’auto.

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