Friuli Venezia Giulia

Omicidio di Gemona, chiuse le indagini

Mailyn Castro Monsalvo fu l’istigatrice dell’omicidio del compagno, Alessandro Venier, ucciso e tagliato a pezzi il 25 luglio 2025 a Gemona. Lorena Venier, madre della vittima, ne fu l’organizzatrice. Entrambe furono esecutrici materiali del delitto. Sono le accuse formalizzate dal pm Giorgio Milillo nell’avviso di conclusione indagini, notificato alle due indagate nei giorni scorsi.

In particolare l’accusa principale è di omicidio volontario, aggravato dalla premeditazione, dalla presenza sul luogo del delitto della figlia di pochi mesi della coppia, dell’uso dello Zolpidem, potente farmaco ipnotico concausa della morte di Alessandro, e della parentela e del rapporto di convivenza con la vittima. A tale imputazione si aggiungono quelle di occultamento e vilipendio di cadavere.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Lorena sciolse lo Zolpidem nella limonata, consegnata ad Alessandro da Mailyn. Mentre il giovane era in stato d’incoscienza, Lorena gli praticò due iniezioni d’insulina. Poi, l’uccisione di Alessandro: le due donne lo soffocarono premendogli un cuscino contro il volto. Quando lui era già morto, lo strangolarono con un laccio per le scarpe. Infine, il sezionamento del corpo e il suo occultamento in un bidone pieno di calce viva.

Tra le imputazioni, compare per Mailyn anche l’accusa di lesioni personali nei confronti della suocera. Nel febbraio dello scorso anno, la colombiana accoltellò Lorena. Fu solo l’intervento di Alessandro a evitare conseguenze peggiori.


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