Olio, Tunisia e Italia rilanciano cooperazione su olivicoltura e clima – Fiere e Eventi
Una delegazione tunisina ha
partecipato a Catania, in Sicilia, a tre giorni di lavoro
dedicati al progetto STEP-OL, iniziativa di cooperazione con
l’Italia che punta a rafforzare la resilienza della filiera
olivicola mediterranea di fronte agli effetti del cambiamento
climatico. L’incontro, secondo quanto riportato da media
tunisini, si è svolto presso la cooperativa agricola regionale
di Catania, con un confronto su obiettivi, fasi operative e
priorità tecniche, dalla prevenzione delle avversità alla
qualità della produzione.
Al centro del progetto c’è la costruzione di una capacità
congiunta per diagnosticare malattie e infestazioni che
colpiscono gli oliveti, anche attraverso l’uso di strumenti
digitali e tecnologie per l’individuazione precoce dei rischi
fitosanitari, in un contesto segnato da stress idrico e
temperature elevate. Tra le attività previste figurano missioni
di scambio e formazione tra Tunisia e Sicilia, rivolte a tecnici
e agricoltori, oltre a iniziative di coinvolgimento della
società civile.
Secondo le informazioni del progetto, STEP-OL si inserisce
nel quadro del programma Interreg NEXT Italia-Tunisia, che
sostiene la cooperazione tra i territori della Sicilia e della
Tunisia su sfide socioeconomiche e ambientali comuni, con una
componente esplicita su transizione verde e resilienza
climatica.
Il dossier si colloca in una fase di mercato in cui la
produzione resta fortemente condizionata dall’andamento
climatico e dalle dinamiche fitosanitarie. L’International Olive
Council stima, su dati provvisori, un rimbalzo della produzione
mondiale nel 2024-2025 e indica per la Tunisia una produzione di
340 mila tonnellate, in aumento del 55% rispetto alla campagna
precedente, mentre per il 2025-2026 prevede un lieve
arretramento del dato globale. Sul fronte commerciale europeo,
la Commissione europea mantiene un contingente tariffario per
l’olio d’oliva tunisino: per il 2026 il quantitativo di
riferimento indicato nei documenti di gestione dei contingenti
risulta pari a 56,7 milioni di kg (56.700 tonnellate).
Nel corso dei tre giorni, le visite alle aziende, eccellenze
del comparto oleario hanno favorito lo scambio di buone pratiche
e una riflessione comune sulle sfide attuali dell’olivicoltura,
dal cambiamento climatico alla gestione sostenibile delle
risorse. Particolare attenzione è stata dedicata al
coinvolgimento della cittadinanza, con un approccio basato sulla
Citizen science, che riconosce a cittadini e agricoltori un
ruolo attivo nella raccolta di dati, nell’osservazione e nella
tutela degli oliveti, si legge sulla pagina del progetto. In
prospettiva, la cooperazione tecnico scientifica prevista da
STEP-OL mira a tradurre la ricerca applicata in pratiche di
campo, con un duplice obiettivo: ridurre l’impatto di siccità e
nuove patologie sugli oliveti e sostenere, in parallelo, la
competitività di una filiera strategica per l’agricoltura e
l’export nel Mediterraneo.
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