Toscana

Ok dalla Regione per l’accensione dell’impianto


Mic Mor



Mic Mor

21 maggio 2026 16:45





Ai margini della conferenza di presentazione della terza edizione di “AgriKids”, il presidente di “Zero Spreco” Aisa Impianti Giacomo Cherici ha annunciato che dalla Regione è arrivato l’ok per l’accensione della nuova linea di recupero energetico L75. La nuova struttura, come suggerisce il nome, mira a trattare 75.000 tonnellate di rifiuti urbani, che vanno ad aggiungersi a quelli della linea L45 (45.000t) per un totale di 120.000 tonnellate di termovalorizzazione.

Ecco la linea da 75mila tonnellate di rifiuti

“Con l’omologa di oggi, in data giovedì 21 maggio – ha annunciato Cherici -, Regione Toscana ha dato l’autorizzazione all’azienda per cominciare l’accensione della nuova linea di termovalorizzazione. Particolarmente importante è che, contestualmente, la Regione ci dice che le modifiche che abbiamo apportato sono addirittura migliorative. Ad Arezzo abbiamo un gruppo di tecnici che ha fatto un qualcosa di straordinario, di innovativo, che va oltre il concetto di termovalorizzazione. Essendo un’azienda pubblica, questi professionisti sono un patrimonio di tutti noi.

Tutti i rifiuti che Aisa Impianti riceve – ha continuato il presidente – arrivano dalle province di Arezzo, Siena e Grosseto. Essendo però un’azienda in R1, si trova sul mercato libero e quindi può riceverli fondamentalmente dove vuole. Questo porta il valore economico dell’azienda a un livello molto alto. Nell’ultimo bilancio, il valore delle immobilizzazioni è indicato in 105 milioni di euro, ed è un patrimonio della città.

Per accendere una macchina di quel tipo – ha spiegato Cherici – ci vogliono una serie di prove. C’è da fare una rampa termica, delle immissioni dell’alimento per il forno che, ricordo, non è l’indifferenziato, bensì il sovvallo, tutta quella parte lavorata che serve da combustibile, la quale va ad alimentare la linea termica e che a sua volta va ad alimentare tutte le fasi di produzione dell’impianto intero. Con quella linea si fa anche il calore e l’energia necessaria a processare l’organico per tirarne fuori il biometano”. 


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