Trentino Alto Adige/Suedtirol

Oipa: “Cani scelti con leggerezza e poi lasciati al canile”

Cani adottati o acquistati con entusiasmo, ma senza una reale consapevolezza di ciò che comporta conviverci ogni giorno. Quando poi emergono difficoltà, problemi comportamentali o episodi di aggressività, troppo spesso la soluzione diventa una sola: il canile.

A lanciare l’allarme è la sezione di Bolzano e provincia dell’Oipa, l’Organizzazione Internazionale Protezione Animali, che attraverso una lettera inviata a BZ News 24 chiede di accendere i riflettori su un fenomeno che, secondo l’associazione, starebbe assumendo contorni sempre più preoccupanti anche sul territorio altoatesino. Nel mirino ci sono soprattutto le cosiddette razze impegnative o cani con caratteristiche fisiche e comportamentali che richiedono gestione consapevole, tempo, competenze e contesti adeguati. L’Oipa cita, tra gli altri, pitbull, amstaff, rottweiler, dogo argentino e maremmani. “Il punto – chiarisce l’associazione-  non è demonizzare alcune razze, ma denunciare l’approccio superficiale con cui spesso vengono scelti. Sempre più persone acquistano o adottano con leggerezza razze canine impegnative senza informarsi adeguatamente sulla compatibilità con il proprio stile di vita e senza possedere le reali competenze per gestirle e garantire loro una vita specie-appropriata”.  Una riflessione che tocca due piani distinti ma intrecciati: il benessere animale e la sicurezza.

Secondo l’associazione, infatti, la gestione inadeguata può generare frustrazione, incomprensioni comunicative tra cane e proprietario e, nei casi peggiori, episodi di aggressività. “In Alto Adige aumentano gli attacchi tra cani e purtroppo anche i morsi in ambito familiare”, segnala Oipa, collegando questi episodi anche a scelte impulsive o poco meditate. Il problema, però, non si fermerebbe qui. Perché quando la convivenza si complica, a pagare il prezzo più alto è spesso proprio l’animale. “Molti scelgono poi la strada più comoda: disfarsi del cane, lasciandolo al canile. Un gesto assolutamente irresponsabile, non solo verso l’animale ma anche verso la società e verso le strutture di accoglienza”, sottolinea l’associazione. Il nodo è anche gestionale. I canili, soprattutto quando si tratta di soggetti complessi o con percorsi comportamentali delicati, rischiano infatti di trasformarsi in luoghi di stallo prolungato, con animali difficilmente adottabili e posti che si saturano rapidamente. Specie in un territorio come quello altoatesino dove c’è un grande problema di carenza di strutture. 

L’appello lanciato da Oipa è quindi prima di tutto culturale: scegliere un cane non può essere una decisione emotiva, estetica o dettata dall’impulso. Un cane energico, territoriale, fisicamente potente o con esigenze specifiche non è “sbagliato”. Semplicemente può non essere il cane giusto per chiunque. Forse è proprio questa la domanda che andrebbe fatta prima di ogni adozione o acquisto: voglio davvero questo cane o sono davvero la persona giusta per questo cane?

✍️ Alan Conti 







Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »