Friuli Venezia Giulia

occupati in calo dell’11%, ma 800 cantieri al via

GUARDA IL SERVIZIO VIDEO. Nonostante la fine del Superbonus, il comparto dell’edilizia in Friuli-Venezia Giulia si dimostra vitale. A guidarne la resilienza è l’artigianato, che si conferma spina dorsale dell’economia regionale, al primo posto in Italia per crescita dei prestiti alle costruzioni (+14,6%, contro il -2,4% nazionale) e ai vertici per tassi favorevoli.
Questo nonostante il settore abbia registrato nel primo semestre del 2026 un calo degli occupati di quasi l’11 per cento, con punte del 21% e del 18% a Trieste e nel Friuli occidentale, mentre a Udine e Gorizia non si raggiunge il 3%.
Una flessione, dice il presidente di Confartigianato Edilizia Fvg, Paolo Dri, che non è dovuta a licenziamenti o a cassa integrazione. “Terminato il Superbonus – spiega – le imprese estere se ne sono andate, mentre sul territorio pesano i pensionamenti. Il settore – conclude – sta dando ancora soddisfazione grazie al Pnrr, ai lavori in coda dei bonus e all’apertura imminente di circa 800 cantieri sostenuti dai contributi regionali per l’efficientamento”.
“Ci confermiamo – dichiara il presidente di Confartigianato Fvg, Graziano Tilatti – motore del settore edile. Le nostre imprese si presentano anche più strutturate rispetto al panorama nazionale. Lo dobbiamo all’agilità delle nostre aziende e alla lungimiranza della Regione che, con i suoi bandi, sta consentendo la rigenerazione del patrimonio edilizio sul territorio e la tenuta del comparto”.
Confartigianato confida in una ripresa già a partire da settembre.


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