Trentino Alto Adige/Suedtirol

In Alto Adige fino a 9mila euro per la pensione


BOLZANO. Fino a 9.000 euro all’anno per coprire i contributi previdenziali dei genitori che nei primi anni di vita dei figli scelgono di dedicarsi prevalentemente alla loro cura. A ricordare questa possibilità è l’assessora provinciale alla Famiglia Rosmarie Pamer, intervenendo nel dibattito sulla tutela previdenziale delle madri e dei padri che interrompono o riducono l’attività lavorativa.

Pamer sottolinea che la Provincia di Bolzano non ha competenze dirette in materia pensionistica, ma che attraverso la Regione è possibile ottenere un sostegno economico. I contributi vengono richiesti tramite i patronati ed erogati dall’Agenzia per lo Sviluppo Sociale ed Economico (ASSE).

Nel 2025 sono state accolte 4.381 richieste, per un totale di 9,17 milioni di euro erogati a copertura dei periodi dedicati all’educazione dei figli. Possono accedere alla misura i genitori che versano contributi previdenziali volontari o obbligatori all’INPS, alla propria cassa professionale oppure a un fondo di previdenza complementare.

L’importo del rimborso varia in base ai contributi effettivamente versati e può arrivare fino a 9.000 euro all’anno, oppure 18.000 euro complessivi per due anni. Sono rimborsabili sia i contributi volontari sia quelli obbligatori versati nei primi tre anni di vita del bambino.

La misura è prevista anche per chi lavora a tempo parziale, fino a un massimo del 70% dell’orario, integrando volontariamente i contributi fino al 100%. In questo caso il rimborso può arrivare a 4.500 euro all’anno fino al quinto anno di età del figlio. Restano invece esclusi i dipendenti della Pubblica amministrazione.

Pamer annuncia infine che, insieme alla Regione, si sta lavorando per rafforzare il sostegno. La proposta avanzata all’assessore regionale Carlo Daldoss prevede l’aumento del contributo massimo a 10.000 euro all’anno, l’incremento del rimborso per chi lavora part-time a 5.000 euro annui e l’estensione del beneficio fino all’ottavo anno di età del figlio. Le novità potrebbero trovare spazio nella legge di bilancio regionale per il 2027.


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