Sardegna

Emergenza zanzare, la Provincia di Oristano: “Lotta con basi scientifiche: si lavora a metodo del maschio sterile e interventi nelle risaie”

Oristano

L’intervento del presidente Pireddu e del consigliere all’Ambiente Grussu dopo l’appello lanciato da Cabras e le sue borgate 

“La nostra lotta non è improvvisata e non si è affidata a un singolo intervento: si fonda su una strategia complessa, costruita su basi scientifiche, monitoraggio costante e una programmazione rigorosa. Ogni azione rappresenta un tassello di un sistema più ampio: considerata singolarmente non può risolvere il problema, ma insieme alle altre contribuisce a costruire un modello di intervento capace di produrre risultati concreti e misurabili”. Sono le parole del presidente della Provincia di Oristano Paolo Pireddu e il consigliere delegato all’Ambiente Andrea Grussu a seguito dell’appello del presidente della Fondazione Mont’e Prama Anthony Muroni e del sindaco di Cabras Andrea Abis, preoccupati per la massiccia presenza di zanzare a San Giovanni di Sinis e nell’area archeologica di Tharros, definita una vera e propria emergenza.

“Sin dal nostro insediamento abbiamo individuato nella lotta alla West Nile e nel contenimento della proliferazione delle zanzare una delle priorità assolute della nostra amministrazione. Per questo non ci siamo limitati a gestire l’emergenza, ma abbiamo costruito e messo in campo quello che, per intensità, organizzazione e innovazione, rappresenta il più articolato piano di contrasto mai realizzato dall’Ente”, si legge nella nota congiunta.

Diverse le azioni messe in campo negli ultimi mesi dalla Provincia di Oristano. “Abbiamo eseguito oltre 20.000 interventi antilarvali biologici in tutto il territorio provinciale; sono stati eseguiti oltre 1.000 interventi adulticidi e, laddove il monitoraggio ha evidenziato una recrudescenza del fenomeno, sono stati tempestivamente programmati ulteriori interventi mirati nelle aree maggiormente interessate”, spiegano presidente e consigliere. “Abbiamo assunto dieci nuovi disinfestatori per rafforzare la capacità operativa della Provincia; acquistato e avviato l’installazione di 7.000 diffusori antilarvali nelle caditoie dei comuni; introdotto l’utilizzo dei droni per trattare con prodotti biologici le aree più difficilmente raggiungibili; e distribuito oltre 40.000 kit domestici affinché anche le aree private, dove si sviluppano molti dei principali focolai larvali, possano contribuire concretamente al contenimento della proliferazione; e promosso una costante attività di informazione e sensibilizzazione rivolta ai cittadini, alle scuole e agli enti locali”.

Nel frattempo la Provincia studia l’adozione di approcci innovativi. “Parallelamente abbiamo investito anche sul futuro”, continuato i due amministratori. “Stiamo lavorando con grande intensità per introdurre nella nostra provincia la tecnica del maschio sterile, una delle metodologie più innovative oggi disponibili, capace di ridurre progressivamente la popolazione di zanzare agendo direttamente sul ciclo riproduttivo. Allo stesso tempo stiamo portando avanti, insieme ai risicoltori, agli enti competenti e agli organismi scientifici, tutte le verifiche tecniche e normative necessarie per definire un protocollo condiviso che consenta di intervenire anche nelle risaie, conciliando la tutela della salute pubblica con la salvaguardia di un comparto strategico per l’economia del territorio”.

“Tutto questo dimostra la mole di lavoro straordinaria che la Provincia di Oristano ha messo in campo in meno di un anno. Un impegno che, per quantità di interventi, innovazione, risorse investite e organizzazione, non ha precedenti nella storia del nostro Ente e che, ad oggi, non trova riscontro in nessun’altra provincia della Sardegna”, sostengono Pireddu e Grussu. “La recrudescenza registrata in questi giorni in alcune aree del territorio non cancella il lavoro svolto né può mettere in discussione una strategia che, fino alla metà di luglio, aveva consentito di vivere un’estate caratterizzata da una presenza di zanzare sensibilmente inferiore rispetto agli anni precedenti. Significa semplicemente che ci troviamo di fronte a un fenomeno dinamico che richiede continuità, capacità di adattare gli interventi e risposte tempestive, già pianificate e in corso di attuazione”.

“Noi continueremo a fare quello che abbiamo fatto fin dal primo giorno: lavorare, programmare e intervenire. Le polemiche, più o meno dirette, non riducono la presenza delle zanzare. Il lavoro, la competenza e il rigore scientifico sì. Per questo lasceremo che siano i dati e i risultati, al termine della stagione, a raccontare l’efficacia del lavoro svolto”, concludono il presidente e il consigliere provinciale.

Giovedì, 23 luglio 2026

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