Piemonte

novità nel nuovo Statuto del Consiglio Comunale – Torino Oggi


La fascia tricolore potrebbe presto uscire da Palazzo Civico e arrivare direttamente nei quartieri. Nella proposta di modifica dello Statuto della Città di Torino, firmata dalla presidente del Consiglio comunale Maria Grazia Grippo, compare infatti anche l’ipotesi di estendere il distintivo istituzionale ai presidenti delle Circoscrizioni e alla presidenza stessa del Consiglio comunale.

Un passaggio inserito all’interno di un più ampio aggiornamento dello Statuto, ma che inevitabilmente accende il dibattito sul ruolo e sul peso politico dei mini comuni. Oggi, infatti, la fascia tricolore è prevista dall’ordinamento degli enti locali come simbolo distintivo del sindaco, elemento che identifica in modo immediato la rappresentanza istituzionale nelle cerimonie pubbliche.

Segno distintivo per chi guida i territori

La proposta punta invece a riconoscere un segno distintivo anche per chi guida i territori, partendo da un principio: rendere immediatamente individuabili i rappresentanti delle istituzioni anche a livello decentrato. Nel testo si richiama infatti la possibilità, già prevista dalla normativa, per gli enti locali di disciplinare l’utilizzo di propri simboli, proprio per rafforzare il ruolo di rappresentanza.

Nel caso specifico, si prevede che anche i presidenti delle Circoscrizioni – così come la presidente del Consiglio comunale – possano dotarsi di una propria fascia, da utilizzare in occasioni ufficiali, cerimonie e manifestazioni pubbliche. Un segno distintivo che, nelle intenzioni, dovrebbe valorizzare la funzione istituzionale svolta nei quartieri e rendere più chiaro il ruolo di chi rappresenta l’amministrazione sul territorio.

L’aumento delle firme per le iniziative popolari

Tra le modifiche proposte c’è anche l’aumento delle firme necessarie per le iniziative popolari, come le petizioni al sindaco o i referendum abrogativi. Questi numeri erano stati abbassati durante il Covid, per facilitare la partecipazione pubblica durante i periodi di lockdown e distanziamento sociale, ma l’idea è di riportarli ai valori precedenti. 

Al momento bastano 100 firme per presentare una petizione al Consiglio comunale, mentre il numero minimo tornerebbe a 300. Per le proposte di deliberazione di iniziativa popolare il numero salirebbe da 500 a 1500 e da 1667 a 5000 per le modifiche allo Statuto. Per un referendum abrogativo o propositivo servirebbero infine 10mila firme anziché 3334.




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