Molise

Nona notte in tenda: il sindaco resiste e Isernia si prepara alla mobilitazione per la sanità | isNews

Il grazie di Castrataro per la vicinanza della comunità che, giorno dopo giorno, sceglie di non voltarsi dall’altra parte: “Tenetevi pronti, la settimana prossima faremo qualcosa tutti insieme”


ISERNIA. Sotto la pioggia battente e in attesa di risposte che non arrivano, il sindaco di Isernia Piero Castrataro si prepara a trascorrere la sua nona notte nella tenda allestita davanti all’ospedale Veneziale. Un gesto ormai diventato simbolo di una battaglia collettiva: la difesa della sanità e il diritto dei cittadini a cure dignitose.

Nonostante il maltempo, il presidio continua. Nessuna risposta ufficiale è ancora giunta alla richiesta di confronto rivolta ad Asrem, Regione Molise e struttura commissariale, ma la determinazione del primo cittadino non si piega. Anzi, si rafforza grazie alla vicinanza di una comunità che, giorno dopo giorno, sceglie di non voltarsi dall’altra parte.

“Oggi voglio dirvi grazie – ha affermato Castrataro –  Grazie per la vicinanza e il sostegno che continuate a dimostrarmi, ogni giorno”. Davanti alla tenda continuano infatti ad arrivare messaggi, visite, parole di incoraggiamento da parte delle tante persone che vedono in questa protesta una voce per tutti.

Una mobilitazione che non si ferma al sostegno morale. Sempre più cittadini chiedono di partecipare attivamente a questa campagna di sensibilizzazione. “Tenetevi pronti – ha annunciato il sindaco – la settimana prossima faremo qualcosa tutti insieme”. Un’iniziativa collettiva è dunque in fase di organizzazione. Modalità e tempi dipenderanno anche dalle condizioni meteo, ma l’intenzione è chiara: coinvolgere la cittadinanza, renderla protagonista di una protesta civile e condivisa.

La tenda davanti al Veneziale non è più solo un presidio di protesta: è diventata un luogo di incontro, di ascolto, di resistenza. È il segno tangibile di una comunità che chiede rispetto e risposte.

E così, anche stanotte, sotto la pioggia, il sindaco resterà lì. Per ricordare che la sanità non è un favore, ma un diritto. E che il silenzio, davanti ai bisogni delle persone, non è mai – perché non può e non deve esserlo – una risposta accettabile.

Deb.Div.


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