Cultura

No Music For Genocide chiede di boicottare l’Eurovision: già oltre 1000 firmatari appoggiano la cosa

L’ Eurovision Song Contest 2026 è atteso dal 12 al 16 maggio a Vienna. L’organizzazione No Music For Genocide ha pubblicato una lettera aperta firmata da oltre 1000 artisti attraverso la quale si invitano gli spettatori, i fan, gli artisti e le emittenti radiotelevisive a boitoccare e non sostenere lo stesso Eurovision ,a meno che Israele non venga escluso dalla gara.

Brian Eno, Massive Attack, Paloma Faith, Paul Weller, Kneecap, Hot Chip, Of Monsters and Men, IDLES, Primal Scream, Sigur Rós, Young Fathers, Mogwai, Black Country New Road, Erika de Casier, Nadine Shah, Dry Cleaning, Ólafur Arnalds, David Holmes, Nemahsis, Macklemore, Roger Waters, Peter Gabriel, Vacations, Smerz, numerosi ex finalisti dell’Eurovision e altri sono tra i firmatari.

5 mesi fa, i membri dell’Unione Europea di Radiodiffusione avevano deciso che Israele avrebbe potuto partecipare all’Eurovision Song Contest, nonostante il suo coinvolgimento nel conflitto in corso a Gaza.

I firmatari della lettera scrivono che “rifiutano che l’Eurovision venga utilizzato per nascondere e normalizzare il genocidio, l’assedio e la brutale occupazione militare di Israele contro i palestinesi. Siamo solidali con gli appelli palestinesi rivolti alle emittenti pubbliche, agli artisti, agli organizzatori di feste di proiezione, alle troupe e ai fan affinché boicottino l’Eurovision“.

Intanto Irlanda, Paesi Bassi, Slovenia, Spagna e Islanda si sono ritirati dalla competizione poco dopo la notizia che a Israele sarebbe stato permesso di partecipare.

La lettera prosegue affermando che “applaudiamo i ritiri di principio delle emittenti spagnole, irlandesi, islandesi, slovene e olandesi, e dei numerosi finalisti delle selezioni nazionali che si sono impegnati a rifiutarsi di andare all’Eurovision. Proprio come gli artisti si sono opposti all’oppressione in Sudafrica, ora siamo uniti. Come artisti, riconosciamo la nostra capacità di agire collettivamente e il potere del rifiuto. Ci rifiutiamo di tacere. Ci rifiutiamo di essere complici. Chiediamo agli altri nel nostro settore di unirsi a noi. E siamo solidali con tutti gli sforzi di principio volti a porre fine alla complicità in ogni settore“.




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