Umbria

No all’ospedale veterinario a prezzi agevolati. “Già realizzato da alcuni comuni”. “Operazione per mero consenso politico”


Dopo un’ampia discussione in commissione, botta e risposta tra maggioranza e opposizione sui media e l’inevitabile passaggio sui social, è arrivato il giorno del sì o del no definitivo alla richiesta della portavoce del centrodestra più civici, Margherita Scoccia, al progetto dell’Ospedale veterinario comunale gratuito h24 che prevede la realizzazione di una struttura sanitaria pubblica con accesso gratuito per animali d’affezione, senza famiglia e ospitati in canili e gattili comunali, e per casi di emergenza sul territorio, estendibile alla cittadinanza secondo fasce di reddito. La struttura includerebbe tre aree distinte e comunicanti: una dedicata al pronto soccorso con infermeria, una chirurgica con due sale operatorie dotate di locali pre-operatori e sterilizzazione, e un’area per il personale con spogliatoi, servizi igienici e zona relax.

Strutture e Servizi Previsti

Sono inoltre previsti reparti di degenza post-operatoria e terapia intensiva, box adeguati per cani e gatti, un laboratorio analisi e uno spazio per diagnostica per immagini (radiografie, ecografie e Tac), nonché ambienti dedicati alla formazione universitaria e alla ricerca. Secondo la consigliera, tale necessità è sentita poiché, ad oggi, sul territorio comunale non esistono strutture pubbliche veterinarie che offrano un servizio h24, né un presidio ospedaliero veterinario in grado di garantire cure complesse per animali domestici appartenenti a famiglie in difficoltà o per animali vaganti e randagi.

Collaborazioni e Fattibilità

Il progetto, per come proposto, potrebbe coinvolgere numerosi soggetti, tra cui il Dipartimento di Veterinaria dell’Università degli Studi di Perugia, con l’ospedale veterinario didattico di via San Costanzo per la collaborazione scientifica e formativa, l’Usl Umbria 1, l’Ordine dei medici veterinari, l’Istituto zooprofilattico, le associazioni animaliste e di volontariato, nonché ulteriori soggetti pubblici e privati al fine di costruire una collaborazione scientifica, sanitaria, organizzativa e formativa utile alla definizione e sostenibilità del progetto. Da qui la richiesta dell’Amministrazione: elaborare uno studio di fattibilità tecnico, logistico ed economico; definire un modello di collaborazione istituzionale tra Comune, Regione, dipartimenti, Izsum, Usl, Ordine dei medici veterinari, finalizzato a rendere il progetto sostenibile; promuovere l’attivazione di partenariati con la Usl Umbria 1, l’Università degli Studi di Perugia e le associazioni del terzo settore.

I No della maggioranza e il sospetto di atto di immagine

Dai banchi della maggioranza, come era prevedibile, nessun passo avanti verso il progetto ma la conferma del no, ovvero della bocciatura del progetto. I motivi: materia non di competenza del Comune e, soprattutto, totale impossibilità economica a finanziare un progetto del genere. Il centrosinistra unito è stato chiaro: “Chi oggi avanza queste proposte conosce bene i vincoli, i costi e le competenze, perché ha amministrato questa città per anni. E proprio per questo sa benissimo che ciò che viene raccontato non può essere fatto nei termini in cui viene comunicato. Sa, inoltre, perfettamente che una struttura di questo tipo non è neppure prerogativa del Comune, e proprio per questo l’annuncio risulta ancora più fuorviante. Non è inesperienza. È una scelta. Si annuncia qualcosa che non ha copertura economica, non ha un progetto, non ha una sede, non ha un piano di gestione. Una struttura di quel tipo richiederebbe milioni di euro per essere realizzata e costi strutturali elevati ogni anno, che nessun fondo evocato può coprire. Eppure si continua a raccontare che basti scriverlo in un ordine del giorno perché diventi realtà.
È questo il punto politico, non siamo di fronte a una proposta seria, ma a un’operazione comunicativa, a una propaganda politica di bassa lega costruita per inseguire visibilità e consenso facile. Ed è abbastanza avvilente pensare che, per qualche like in più, si scelga perfino di prendere in giro i cittadini. Una promessa sapendo che non dovrà mai essere mantenuta”. Il testo è stato respinto con 20 voti dell’assemblea.

Replica: “Già finanziato da alcuni comuni”

Scoccia, respingendo tutte le accuse, ha voluto sottolineare come il modello da lei proposto sia già realtà in altre città italiane come Napoli e Roma: “Nella Capitale, 4 milioni di abitanti, stanno realizzando un ospedale veterinario pubblico con risorse comunali. È costato 6,5 milioni di euro, interamente finanziato dal Comune. Perugia, città molto più piccola, con un bacino d’utenza nettamente inferiore, non può permettersi un investimento proporzionato dal quale trarrebbe giovamento tutta l’Umbria?”. Durante l’iter in commissione, la proposta di Margherita Scoccia avrebbe raccolto riscontri molto positivi – sempre secondo la proponente – da parte di operatori del settore, veterinari, volontari e istituzioni sanitarie che ne hanno riconosciuto l’utilità sociale e la fattibilità. “Eppure la risposta della maggioranza è stata che non ci sono risorse – prosegue la consigliera –. Motivazione poco convincente considerato un avanzo attuale di 16 milioni e conti solidi e in salute”.


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