Abruzzo

Niente fine lavori sul ponte di Piano d’Orta chiuso dal 2024, Di Marco (Pd) chiede un incontro ad Anas e prefettura


Il ponte sul fiume Orta (a Piano d’Orta), è chiuso dal dicembre 2024 e il cantiere, nonostante le scadenze più volte annunciate, resta fermo. Il termine iniziale dei lavori era fissato ad aprile 2025, poi la riapertura è stata rinviata a febbraio 2026: a sei mesi da quella data, però, la Ss 5 Tiburtina Valeria continua a essere interrotta, con pesanti ripercussioni sulla viabilità e sui 17 Comuni del comprensorio. 

A denunciarlo, ancora una volta, è il consigliere regionale Pd Antonio Di Marco, che con sindaci e amministratori fa sapere di aver chiesto un tavolo per avere chiarimenti su ritardi e tempi di apertura ad Anas e prefettura , annunciando anche il passaggio della vicenda in commissione Vigilanza. 

Parole che arrivano dopo il sopralluogo fatto con la commissione Ambiente di cui è vicepresidente e cui hanno preso parte il consigliere Provinciale Gianni Chiacchia, insieme ai sindaci e agli amministratori dei 17 Comuni del comprensorio direttamente colpiti dai disagi viari e invitati. 

I lavori per l’adeguamento tecnico-funzionale del viadotto al chilometro 197+060 prevede un investimento di 1.453.387,20 euro e i lavori, ricorda di Marco, sono stati affidati da Anas alla Rti Consorzio Stabile Valori Scarl per un cronoprogramma che, dopo la consegna dei fatti l’8 maggio e una chiusura totale del ponte al traffico disposta il 9 dicembre 2024, prevedeva originariamente il termine dei lavori al 2 aprile 2025. 

A seguito delle formalizzazioni avviate dal consigliere regionale trra agosto e dicembre 2025 per sollecitare Anas, “l’ente stradale riconosceva il 19 dicembre 2025 i ritardi imputabili all’impresa, comunicando un nuovo cronoprogramma con riconsegna fissata a febbraio 2026”, spiega ancora l’esponente dem, ma ad oggi, agosto 2026, la fine dei lavori non ‘è stata e il ponte resta chiuso e a preoccupare, spiega ancor Di Marco, è anche il fatto che si dovranno po fare i lavori nella seconda metà della carreggiata, col rischio concreto che il blocco si protragga per oltre un anno. 

“Siamo di fronte a un’inerzia non più tollerabile, tanto che persino privati cittadini si sono mossi con dei veri e propri esposti per smuovere tanta inerzia, che si ripercuote sui servizi, a breve riprenderà la scuola, sul turismo, nelle aree interne ci sono i comprensori più attrattivi, sui soccorsi, perché il blocco ferma anche i mezzi di emergenza – chiosa il vicepresidente di commissione -. Il ponte di Piano d’Orta non è una strada secondaria o un fatto di cantiere locale: è una cerniera fondamentale della Ss 5 Tiburtina Valeria, un’arteria statale strategica che collega le aree interne con la costa e la Val Pescara: questo stallo acuisce ancora di più il divario con le aree interne”.

“La sua chiusura continuativa dal dicembre 2024 sta causando danni enormi ai lavoratori, agli studenti, alle attività commerciali e mette a rischio perfino la tempestività dei mezzi di soccorso. Dopo le rassicurazioni di Anas che indicavano nel febbraio 2026 la riapertura della prima fase, ci ritroviamo a metà agosto in un cantiere fantasma, senza un aggiornamento pubblico, senza certezze e senza una data formale di riconsegna dell’infrastruttura. Un cantiere che dimostra di avere anche criticità gestionali in capo alle maestranze – denuncia -, che creano ulteriori disagi e incertezze”.

“Come vicepresidente della commissione Ambiente e territorio, insieme al consigliere provinciale Chiacchia e ai sindaci dell’intera vallata che ringrazio per la presenza unita, chiedo un confronto immediato e urgente con i vertici di Anas e con la prefettura di Pescara. Ho già chiesto una commissione vigilanza con l’audizione dei soggetti interessati, per capire cosa veramente ferma il cantiere. Il territorio – conclude Di Marco – ha già pagato un prezzo altissimo: pretendiamo risposte chiare sulle responsabilità dei ritardi, sulle contestazioni all’impresa e, soprattutto, la firma di un cronoprogramma definitivo e vincolante per la riapertura in sicurezza del ponte”.

All’incontro erano presenti il sindaco di Lettomanoppello Simone D’Alfonso, il sindaco di Abbateggio Gabriele Di Pierdomenico, il vicesindaco Luca Trovarelli e il presidente del consiglio Marco Tontodonati per il Comune di Bolognano, l’assessore Valeria Argentieri e il Consigliere Antonio Caldarelli del Comune di Torre de’ Passeri e il già assessore del Comune di Caramanico Terme Nicola Orsini, insieme ad altri rappresentanti e delegazioni dei Comuni del comprensorio invitati a far sentire la voce del territorio: Bolognano, Sant’Eufemia a Maiella, Salle, Roccamorice, San Valentino in Abruzzo Citeriore, Abbateggio, Scafa, Torre de’ Passeri, Tocco da Casauria, Turrivalignani, Lettomanoppello, Pietranico, Pescosansonesco, Castiglione a Casauria, Popoli Terme, Bussi sul Tirino e Caramanico Terme.


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