Nicaragua e Italia, relazioni interrotte. E sullo sfondo c’è il brigatista del commando che rapì Aldo Moro
Il governo nicaraguense conferma «l’interruzione di tutte le relazioni diplomatiche con il governo italiano» a causa delle dichiarazioni «ingiustificate, aggressive e irresponsabili» rilasciate dal ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani. Lo riporta in una nota il ministero degli Esteri del Nicaragua. La rottura arriva in seguito alle critiche mosse dal capo della Farnesina per aver offerto rifugio per decenni ad Alessio Casimirri, ex membro delle Brigate Rosse, condannato per l’assassinio dell’ex Primo Ministro Aldo Moro nel 1978.
Ieri, intervenendo a Madrid a un forum dei leader conservatori europei e iberoamericani, Tajani aveva dichiarato: «Non abbiamo assolutamente nulla in comune con le posizioni di governi estremisti come quello del Nicaragua, un Paese che continua a ospitare pericolosi terroristi delle Brigate Rosse come Alessio Casimirri». Casimirri, oggi 74enne, fu condannato all’ergastolo in Italia per il suo ruolo nel rapimento e nell’omicidio di Aldo Moro. Rifugiatosi in Nicaragua nel 1983, ha ottenuto la cittadinanza nicaraguense nel 1988, durante il primo mandato presidenziale di Daniel Ortega. Nel 2004 la Corte suprema del Nicaragua respinse una richiesta di estradizione avanzata dall’Italia. Ortega, ex guerrigliero sandinista, è tornato al potere nel 2007 e da allora guida il Paese insieme alla moglie e copresidente Rosario Murillo.
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