Cultura

Netflix ha lanciato il miglior thriller d’azione di tutti i tempi: in meno di 2 ore lascia gli spettatori inchiodati

Ci sono film che la critica stronca e il pubblico ama con una fedeltà che non si spiega. Mechanic: Resurrection è uno di questi. Uscito nel 2016 con un 30% su Rotten Tomatoes e accolto con una scrollata di spalle da quasi tutta la stampa specializzata, il sequel del remake del 2011 con Jason Statham ha incassato 125 milioni di dollari a fronte di un budget di 40 milioni, battendo il predecessore che si era fermato a 76. Ora, dieci anni dopo l’uscita in sala, il film è entrato nella top 10 globale di Netflix, posizionandosi al nono posto nella classifica delle settimane più recenti, in compagnia di titoli come Gladiator II di Ridley Scott e Hercules di Dwayne Johnson. È il tipo di rivincita postuma che solo lo streaming sa dare.

La trama: tre omicidi impossibili, una donna in ostaggio e 98 minuti

Arthur Bishop è uno degli assassini più abili al mondo, un uomo che ha costruito la propria esistenza sulla capacità di far sembrare ogni omicidio un incidente. Dopo anni di attività, sta cercando di costruirsi una vita tranquilla in Brasile quando un vecchio nemico, Riah Crain (Sam Hazeldine), sequestra la donna di cui si è innamorato, Gina (Jessica Alba), per costringerlo a tornare al lavoro. Il prezzo della sua liberazione è preciso e apparentemente impossibile: Bishop deve eliminare tre bersagli in tre parti diverse del mondo, rendendo ogni morte indistinguibile da un incidente. Non può fallire, non può lasciare tracce e non può chiedere aiuto.

La struttura è quella del thriller a tappe, dove ogni missione è un episodio a sé con le proprie regole, i propri ambienti e i propri meccanismi. Una piscina sul tetto di un grattacielo di Hong Kong, un acquario sulla costiera mediterranea, una prigione ultrasorvegliata a Sofia: tre scenari completamente diversi, tre sequenze d’azione costruite attorno alle caratteristiche specifiche del luogo. È la stessa logica dei film di Bond o degli episodi di Mission: Impossible, applicata con un budget ridotto e una durata compatta che non permette di annoiarsi.

Jason Statham e Jessica Alba in Mechanic: Resurrection che sta scalando le classifiche di Netflix nel maggio 2026. © Millennium Films, Summit Entertainment and other relevant production studios (MoviestillDB)

Perché funziona dove la critica non l’ha capito

Il 30% su Rotten Tomatoes è un numero che racconta la distanza tra le aspettative della critica e le intenzioni del film. Mechanic: Resurrection non vuole essere John Wick, non vuole essere No Country for Old Men, non ambisce a lasciare un segno nella storia del genere. Vuole essere un film di Jason Statham, con tutto ciò che questo implica: sequenze d’azione fisiche e credibili, un protagonista che non perde tempo in dialoghi esistenziali, un ritmo che non rallenta mai e una durata di 98 minuti che non accumula minuto di troppo.

In questo, il film è preciso e onesto. Statham fa quello che sa fare meglio, il regista Dennis Gansel confeziona le scene d’azione con una pulizia sufficiente a renderle godibili, e il risultato è esattamente quello che promette il titolo: un thriller meccanico, efficiente, costruito per intrattenere senza pretese. Il pubblico dello streaming, che non paga un biglietto extra per scegliere cosa vedere e giudica un film sulla base di quanto lo tiene incollato allo schermo, risponde in modo completamente diverso dalla critica che lo valuta con parametri pensati per un altro tipo di cinema.

Jason Statham nel 2026: un anno pieno di impegni

L’ingresso di Mechanic: Resurrection nella top 10 Netflix arriva in un momento in cui il calendario di Statham è più pieno che mai. In agosto uscirà Mutiny, nel quale l’attore si impossessa di una nave cargo in cerca di vendetta. Poi ci sarà il ritorno con il regista Guy Ritchie, con cui ha già lavorato in Lock & Stock, Snatch e Revolver, in Viva La Madness, thriller criminale a lungo atteso. E poi c’è Jason Statham Stole My Bike, meta-commedia diretta da David Leitch (Deadpool 2, Bullet Train), e il ritorno nei panni dell’apicoltore assassino Adam Clay in The Beekeeper 2, atteso per il 15 gennaio 2027. Quanto a un possibile Mechanic 3, il regista Simon West ha dichiarato di essere convinto che lui e Statham lavoreranno di nuovo insieme: “Sono sicuro che faremo qualcosa in futuro, perché ci piace davvero lavorare insieme. Deve solo essere la cosa giusta per entrambi.”

Il film originale e il contesto della saga

Mechanic: Resurrection è il sequel del The Mechanic del 2011, remake diretto da Simon West dell’omonimo film del 1972 con Charles Bronson. Nel film originale, un giovane assistente apprende i segreti del mestiere da un assassino veterano prima che i rapporti tra i due si complicassero in modo irreversibile. Il remake con Statham ne conservava lo spirito mantenendo la stessa logica degli omicidi mascherati da incidenti, e aveva incassato 76 milioni con un budget contenuto. Il sequel prende quella premessa e la porta in giro per il mondo, perdendo qualcosa in profondità ma guadagnando in varietà visiva. In Italia Mechanic: Resurrection è disponibile su Netflix.


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