nelle zone più care i prezzi arrivano a tre volte i redditi
L’incubo di non riuscire a pagare la rata del mutuo o il canone di locazione entra a pieno titolo nell’agenda politica di Bruxelles.
Con la bozza dell’Affordable Housing Act stilata dalla Commissione Europea fa il suo esordio ufficiale il concetto di “area a forte tensione immobiliare”: perimetri urbani in cui la forbice tra la crescita vertiginosa dei listini delle case e il ristagno delle buste paga sta travolgendo non soltanto gli indigenti, ma l’intero ceto medio.
Dalla classe medica agli insegnanti, fino ai giovani professionisti, la permanenza nella Capitale sta diventando un’impresa proibitiva.
Una svolta accolta con favore da Tobia Zevi, titolare dell’assessorato alle Politiche Abitative di Roma Capitale, che parla di un passaggio storico: finalmente l’Europa prende atto delle distorsioni che paralizzano i mercati metropolitani.
Il dossier della Sapienza: la mappa del disagio capitolino
Un’indagine statistica firmata da Filippo Celata, docente di Geografia economica presso l’Ateneo della Sapienza — elaborata incrociando le valutazioni Omi dei rogiti, le metrazionifondiarie Istat e i guadagni dichiarati al Fisco — traccia i contorni del fenomeno nell’Urbe:
I quartieri proibitivi: Nel Tridente come a Trastevere, a Prati come in Borgo, il valore di compravendita al metro quadro arriva a triplicare il reddito medio percepito da chi ci abita.
La pressione sul Municipio II: L’impatto si estende ben oltre il centro storico; in diverse aree del secondo municipio il costo degli immobili raddoppia la media dei guadagni annuali cittadini.
Numeri imponenti: Pur rappresentando soltanto il 16% del suolo municipale complessivo, le zone critiche ospitano ben il 55% della popolazione romana e concentrano circa sei appartamenti su dieci dell’intero patrimonio edilizio.
Il boom degli affitti brevi e le nuove armi per i Comuni
A surriscaldare il mercato è stata anche la conversione di migliaia di appartamenti in strutture extra-alberghiere e locazioni turistiche a breve termine, una dinamica che ha prosciugato l’offerta per famiglie e studenti universitari, spingendoli verso la cintura periferica o fuori dal comune.
Secondo il Campidoglio, il nuovo quadro regolatorio europeo metterà finalmente in mano ai sindaci poteri d’intervento più incisivi e scientificamente fondati: strumenti capaci di calmierare l’avanzata dei B&B, proteggere il tessuto sociale dei rioni e garantire la sopravvivenza dei servizi fondamentali di quartiere.
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