Umbria

Nell’area di centro in Umbria Morroni prova a fare sintesi, ma è caos

Alle tante degli ultimi anni, in Umbria si aggiunge una nuova iniziativa finalizzata a unire le forze politiche di centro, suggerendo capacità di sintesi nella comune convinzione di sconfiggere la polarizzazione. Il rischio tuttavia evidente è quello di non riuscire nell’intento e di risultare quindi come l’ulteriore irrilevante formazione che si aggiunge alle altre. Perchè potrebbe non bastare posizionarsi distanti dalle forze più radicali per sentirsi appartenere a una casa comune. E’ accaduto con i civici, termine talmente generico da essere attribuito a qualunque forza o movimento fuori dai partiti che, fino a oggi ha prodotto una parcellizzazione più dispersiva di quella che le stesse forze politiche sono solte generare.

Ci sta provando, con Officina, anche l’ex assessore all’Agricoltura, di centrodestra Roberto Morroni che però al suo primo appuntamento non è riuscito ad attrarre nè le folle oceaniche né i volti altamente rappresentativi di un consenso ampio in regione.

«Oggi si apre con questa iniziativa dell’Officina un percorso costituente di un grande centro in Umbria», ha detto Morroni. Non è stata presentata una nuova formazione politica: è stato proposto di avviare un lavoro comune tra soggetti che oggi operano in organizzazioni e schieramenti differenti. Si è parlato di un’agenda condivisa su questioni concrete, anche senza un simbolo comune. Morroni ha collegato l’iniziativa al progressivo declino economico e sociale che, nella sua analisi, riguarda da oltre trent’anni l’Italia e l’Umbria. Il centro, nella prospettiva indicata al convegno, non coincide semplicemente con la moderazione dei toni: è il luogo nel quale il confronto di mediazione degli interessi può produrre decisioni e riforme. Anche a partire dalla centralità della persona, che Morroni ha contrapposto ai rischi di un capitalismo tecnocratico.

La prima disponibilità politica a un confronto oltre i confini delle coalizioni è arrivata da Andrea Romizi, segretario regionale di Forza Italia, consigliere a Palazzo Cesaroni ed ex sindaco di Perugia. Romizi ha rivendicato con decisione la collocazione del partito nel centrodestra, il profilo europeista e il riferimento al liberalismo sociale e al riformismo cattolico. Allo stesso tempo ha guardato con favore a un dialogo aperto e continuativo con le altre realtà centriste, comprese quelle del centrosinistra. Non un annuncio di cambiamento di schieramento, ma la disponibilità a cercare convergenze su politiche e priorità.

Rocco Girlanda, coordinatore regionale di Noi Moderati, si è mostrato pessimista: ha attribuito ai meccanismi elettorali e alla polarizzazione degli schieramenti la difficoltà di aggregare le forze di centro, criticando anche le logiche di conservazione dei seggi e delle leadership.

Vittorio Fiorucci, sindaco di Gubbio e cofondatore di Alleanza Civica, ha confermato la disponibilità a confrontarsi con tutte le forze centriste, richiamando la dottrina sociale cristiana e il valore delle comunità locali.

A guidare questo confronto, intitolato “Laboratorio Umbria: la costruzione di un grande Centro è possibile?”, è stato il giornalista Giuseppe Castellini. Nell’occasione è stato ricordato anche lo scomparso presidente dell’associazione, Lamberto Marcantoni.

Angelo Manzotti, segretario generale della Cisl Umbria (Confederazione italiana sindacati lavoratori), ha illustrato la scelta di una parte del sindacalismo di privilegiare negoziazione e confronto rispetto alla contrapposizione.

Edi Cicchi, già assessora alle Politiche sociali del Comune di Perugia, ha affrontato le conseguenze del calo delle nascite, l’invecchiamento della popolazione e la prospettiva di pensioni meno generose per molti lavoratori nel sistema contributivo.

Le imprese sono entrate nella discussione con Marcello Serafini, segretario regionale di Confartigianato Imprese Umbria.

Per avere una idea meno generica del caos che regna in Umbria nelle zone del così detto centro proviamo a fare una ricognizione al di là dei soggetti fin qui elencati e soprattutto indicando i tanti assenti all’iniziativa di Officina.

Nella nuova organizzazione di Forza Italia figura Andrea Fora come responsabile regionale dei dipartimenti, è stato a lungo tra i principali attivisti del civismo in Umbria.

Quindi Noi Moderati. Partito della coalizione nazionale di centrodestra, di ispirazione liberale, popolare e cattolica. Il responsabile regionale è Rocco Girlanda, già parlamentare e sottosegretario.

C’è anche Umbria Civica, movimento regionale guidato da Nilo Arcudi, ex vicesindaco di Perugia e ora tra le altre cose consigliere regionale. Con lui ci sono Alessandro Villarini a Perugia e Andrea Di Fino a Terni come segretari provinciali. Inoltre Catia Degli Esposti, Fabrizio Ricci Feliziani e Lorenzo Schiarea.

Alleanza civica per l’Umbria, è il nuovo movimento presentato il 24 ottobre 2026 da Michele Toniaccini e Vittorio Fiorucci, sindaci rispettivamente di Deruta e Gubbio. Si propone di mettere in rete sindaci, amministratori e realtà civiche di centrodestra.

Passando all’area riformista abbiamo, Casa Riformista-Italia Viva. È la formazione che si sta organizzando in Umbria come componente riformista e liberale, l’organigramma regionale vede Fabio Paparelli affiancato dalle vice commissarie Manuela Albertella e Francesca Troiani. I coordinatori territoriali sono Marco Locchi per la provincia di Perugia, Cesare Carini per il capoluogo e Gianluca Petigliani per Terni.

Azione, il partito di Calenda, dopo avere salutato Leonelli (ex Pd) ha una nuova guida regionale: Lorenzo Mazzanti, mentre Mirko Ceci ex sindaco di Pietralunga è segretario provinciale di Perugia e Michele Pennoni di Terni. Donatella Porzi, ex presidente dell’assemblea regionale e già esponente di Azione, non risulta nell’attuale organigramma regionale pubblicato dal partito.

Avanti Psi è la formazione socialista che mantiene una propria struttura regionale e provinciale. Il segretario regionale è Gabrio Romani; a Terni il segretario provinciale è Giuseppe Chianella. A novembre è stato eletto segretario comunale Francesco Marchetti. Nel direttivo ternano figurano Raffaele Iannotti, Cesare Sarti e Marco Mercuri.

Comunità Riformista, è un’associazione politica regionale nata nel gennaio 2026 per riunire socialismo riformista, cattolicesimo democratico, cultura laica e civismo. Il presidente è Valeriano Giambitto, il tesoriere Michele Berloco. Tra le realtà aderenti ci sono Psi, Centro Democratico, Più Uno, Ponte Riformista per l’Umbria e numerose liste locali: Perugia in Europa, Umbertide Partecipa, Terni Domani, Foligno Domani, Insieme per Spoleto, Gualdo Riformista e Umbria Domani. A luglio ha costituito una consulta degli amministratori locali con 72 consiglieri e assessori; Luciano Bacchetta ne è il responsabile per gli enti locali. Ma sia lui, l’ex indaco di Città di Castello, che Silvano Rometti volto storico del gruppo dirigente socialista regionale continuano a essere i veri manovratori di questa forza socialista.

Come non indicare Umbria Futura – la formazione della presidente regionale Stefania Proietti, parte di questa area si ritrova oggi in Comunità Riformista. Ha una rappresentanza nell’Assemblea legislativa attraverso Bianca Maria Tagliaferri, presidente del gruppo consiliare.

Civici Umbri. Sono una componente del Patto Avanti, la coalizione di centrosinistra che sostiene Proietti. Il riferimento organizzativo è Andrea Sisti, sindaco di Spoleto. La rete raccoglie amministratori e liste civiche locali.

Civici X. È l’associazione nata nel 2020 attorno ad Andrea Fora e a una rete di amministratori e sensibilità civiche, cattolico-popolari, liberali e riformiste. Dopo la rottura tra Fora e una parte del gruppo dirigente, l’associazione ha attraversato una fase di riorganizzazione. Maurita Passaqueti, già vicepresidente di Civici X, è stata invece portavoce dei Civici Umbri nel percorso del Patto Avanti.

Pensa Perugia. È un’esperienza consiliare cittadina che riunisce componenti di Azione, Socialisti per Perugia, Perugia in Europa e Laboratorio Civico. Il riferimento politico è Cesare Carini, che coordina anche Casa Riformista per il capoluogo. Non è un partito regionale, ma un’espressione locale dell’area riformista e civica.

Per quanto articolata e a macchia di leopardo questa prima bozza di mappa del centro umbro che esclude ad esempio i moderati interni al Partito democratico e forze pur ancora presenti come i liberali, i radicali ed altri, è sicuramente incompleta e non del tutto aggiornata vista la fluidità evidente nei partiti, tuttavia restituisce la complessità di un tentativo di sintesi che si tenta di compiere. E non per la prima volta.

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