nel reparto di Rianimazione di San Benedetto si prega e si spera

SAN BENEDETTO Un cuore forte, quello che continua ad alimentare ancora un sottile filo di speranza; quello che si è rimesso in moto, nonostante alcuni, interminabili, minuti nei quali era rimasto senza ossigeno. Si prega e si spera all’ospedale Infermi di Rimini dove il bambino di 12 anni, risucchiato dal bocchettone di una vasca per idromassaggio, la mattina di Pasqua a Pennabilli, all’interno di una struttura alberghiera, sta lottando ancora per la vita.
Le condizioni
Le condizioni del piccolo sono apparse fin da subito gravissime. Con la gamba incastrata nel bocchettone, anche se la vasca era alta solo un metro, è rimasto sott’acqua per troppo tempo. Ha bevuto, i suoi polmoni si sono riempiti nonostante sapesse nuotare come un po’ tutti i bambini di San Benedetto, abituati da sempre a giocare con l’acqua fin da piccoli. Ma lui non ce l’ha fatta a togliere la gamba da quel bocchettone che gliel’aveva bloccata. È servito che gli addetti della struttura alberghiera spegnessero l’impianto perché l’idrovora mollasse la presa. Non sono bastati i soccorsi dei genitori e degli zii che erano proprio lì intorno in uno spazio ristrettissimo. Ora sarà la procura della Repubblica a scoprire perché tutto questo possa essere accaduto. Se, ad esempio, c’erano le grate a protezione del bocchettone. Se – e chi – doveva controllare che tutte le misure di sicurezza fossero state rispettate. Per ora la pubblico ministero Alessia Mussi ha aperto un fascicolo di indagine contro ignoti per “lesioni gravissime”. Sperando che quel cuore porti ossigeno agli altri organi e realizzi il miracolo.




