Hate speech e xenofobia, in consiglio comunale approvata mozione della lista Salis

Genova. È stata approvata oggi dal consiglio comunale di Genova una mozione presentata dalla Lista Silvia Salis Sindaca e illustrata in aula dalla consigliera Laura Sicignano, per rafforzare l’impegno della città contro il razzismo, la xenofobia e ogni forma di hate speech.
“La mozione propone un percorso fatto di educazione, sensibilizzazione e dialogo: iniziative nelle scuole, il coinvolgimento dell’Università, delle associazioni e delle comunità religiose, campagne di informazione e la valorizzazione di chi, ogni giorno, costruisce inclusione e convivenza sul nostro territorio”, si legge in una norta.
“Le istituzioni hanno una responsabilità precisa: non alimentare la paura, ma costruire fiducia. La grande maggioranza delle persone straniere studia, lavora, cresce i propri figli e contribuisce alla nostra comunità. Quando scegliamo di raccontarle solo attraverso stereotipi o fatti di cronaca, non descriviamo la realtà: la deformiamo”, ha affermato Laura Sicignano durante il suo intervento.
La consigliera ha richiamato i recenti episodi di violenza avvenuti anche a Genova, ricordando come “dietro ogni discriminazione ci sia sempre una persona, una storia, una dignità che meritano rispetto”. Ha inoltre sottolineato come il linguaggio pubblico “non sia mai neutrale: le parole possono unire oppure dividere, creare ponti oppure scavare distanze”.
Non è un caso che il dibattito si sia intrecciato con il ricordo del 30 giugno 1960: “Una delle pagine più significative della storia democratica della città. Un’eredità che oggi non appartiene soltanto alla memoria, ma chiede di essere tradotta in scelte concrete, capaci di difendere ogni persona da discriminazioni e violenze”.
“Questa mozione non chiede di pensare tutti allo stesso modo – ha concluso Sicignano – chiede qualcosa di più semplice e più importante: riconoscere che nessuno dovrebbe essere giudicato per la propria origine, la propria fede o il colore della propria pelle. Perché una città è davvero più sicura quando nessuno viene lasciato solo e quando il rispetto diventa il primo linguaggio delle istituzioni.”




