nel I Municipio 17 milioni di euro a rischio
Una mole di crediti da recuperare che sfiora i 17 milioni di euro e un sistema informatico che rallenta, invece di accelerare, le procedure.
È questo lo scenario che preoccupa il I Municipio di Roma, alle prese con il recupero delle morosità legate alle occupazioni di suolo pubblico concesse a bar e ristoranti nel periodo dell’emergenza Covid.
A lanciare l’allarme è la stessa amministrazione municipale, che teme di non riuscire a incassare in tempo una parte consistente delle somme dovute, con il rischio concreto che diversi importi finiscano per andare in prescrizione.
Il nodo principale è di natura tecnologica e gestionale. Nel corso dell’ultima commissione congiunta Bilancio e Attività produttive del I Municipio, è emerso come il sistema attualmente utilizzato per la gestione delle entrate, il software Gescan, non sia ancora adeguato a gestire in modo efficace il recupero massivo delle posizioni legate alle cosiddette “Osp Covid”.
Non solo: la piattaforma non consente la rateizzazione dei debiti, uno strumento considerato fondamentale per agevolare il rientro delle somme.
A complicare ulteriormente il quadro è la mancata integrazione con il sistema Jet, utilizzato invece per le nuove istanze. La mancata comunicazione tra le due piattaforme costringe gli uffici a un lavoro manuale di incrocio e verifica dei dati, con un inevitabile allungamento dei tempi di lavorazione delle pratiche.
Dal Campidoglio fanno sapere che un aggiornamento dei sistemi è previsto entro giugno, ma il margine temporale appare sempre più ridotto rispetto all’urgenza di recuperare i crediti.
Milioni tra il 2022 e il 2025
Le cifre in gioco sono rilevanti. Per il solo I Municipio, i residui attivi relativi alle occupazioni di suolo pubblico nel periodo 2022-2025 ammontano a circa 17 milioni di euro, con una revisione al ribasso rispetto alle stime precedenti.
Nel dettaglio, circa 9,3 milioni riguardano il 2024 e 7,6 milioni il 2025. Secondo gli uffici amministrativi, circa la metà degli importi complessivi risulterebbe ancora non versata.
Particolare attenzione viene riservata alle annualità più datate, a partire dal 2022, che da sole valgono circa 4 milioni di euro. Si tratta delle posizioni più esposte al rischio prescrizione, fissata in cinque anni, e quindi potenzialmente destinate a trasformarsi in mancati incassi definitivi.
Ulteriore criticità è rappresentata dalla complessità della gestione: nel solo I Municipio si contano circa 2.000 concessioni legate alle occupazioni di suolo pubblico connesse all’emergenza sanitaria, rendendo difficile la ricostruzione puntuale delle singole posizioni debitorie.
Le misure per accelerare i recuperi
Per cercare di ridurre i tempi e aumentare la pressione sui pagamenti, l’amministrazione ha avviato l’invio di comunicazioni formali agli esercenti morosi, con l’avviso che la mancata regolarizzazione entro 30 giorni comporterà la decadenza della concessione.
In caso di subentro nella gestione dell’attività, il debito residuo verrà inoltre trasferito al nuovo esercente, che dovrà saldarlo prima di ottenere il rilascio dell’autorizzazione.
Parallelamente, si punta a rafforzare la fase di riscossione coattiva attraverso il coinvolgimento dell’Agenzia delle Entrate, con l’obiettivo di velocizzare il recupero delle somme e limitare il rischio di perdita dei crediti.
Una corsa contro il tempo, dunque, tra limiti tecnici, complessità amministrative e scadenze sempre più stringenti, che mette sotto pressione la capacità di riscossione dell’amministrazione capitolina.
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