Marche

nel Fermano male la moda, in crescita il settore dei metalli e dei macchinari. I dati Confartigianato – Cronache Fermane

Se l’andamento dell’export delle Marche nel primo semestre del 2026 evidenzia un quadro complessivamente positivo (+9,2%) emergono dinamiche differenti tra i diversi comparti, con flessioni nei settori a maggior concentrazione di Mpi nelle province di Macerata, Ascoli Piceno, Fermo.

I dati elaborati dall’Ufficio Studi di Confartigianato Marche evidenzino come nel secondo trimestre 2026 l’export manifatturiero marchigiano è cresciuto del 3,5% rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre i settori a maggiore concentrazione di micro e piccole imprese (Mpi) hanno registrato una diminuzione del 3,1%. A incidere è soprattutto la moda, che perde l’8,6%, mentre i settori Mpi al netto della moda crescono dell’1,1%.

Il dato assume una particolare rilevanza per il nostro territorio: nei settori a maggiore concentrazione di Mpi, infatti, l’export diminuisce del 14,1% a Fermo, del 12,1% ad Ascoli Piceno e del 2,9% a Macerata.

A Macerata il primo comparto è quello della pelle e articoli in pelle, con 93,2 milioni (-8,9%), seguito dai macchinari, con 76,1 milioni (+1,9%), e dalle apparecchiature elettriche, con 45,5 milioni (+4,9%). Segnali positivi arrivano anche dai prodotti alimentari (+6,8%) ma scendono anche i prodotti chimici (-14,2%). Nel complesso la moda maceratese perde il 5,7%, mentre i settori Mpi al netto della moda crescono dello 0,8%.

Ad Ascoli Piceno il dato dell’export è fortemente influenzato dalla farmaceutica, primo comparto con 344,2 milioni di euro e una crescita del 2,8%. Seguono i prodotti chimici, che aumentano del 16,4%, mentre la pelle e gli articoli in pelle, terzo settore con 42,3 milioni, diminuiscono del 17,5%. I prodotti alimentari segnano un +4,2%, giù gli articoli in gomma e materie plastiche, con -25,7%.

A Fermo, la forte specializzazione del territorio rende determinante l’andamento della pelle e degli articoli in pelle, che rappresentano quasi il 60% delle esportazioni provinciali, con 143,5 milioni di euro, e registrano un calo del 16,1%. La moda nel complesso vale oltre 158 milioni e diminuisce del 15,1%. In crescita, invece, macchinari (+3,5%), apparecchiature elettriche (+16,1%) e prodotti in metallo (+16%).

Enzo Mengoni

«Il dato complessivo dell’export marchigiano è positivo, ma bisogna guardare cosa succede nei singoli settori e territori – il commento del Presidente territoriale di Confartigianato Imprese Macerata, Ascoli Piceno, Fermo Enzo Mengoni -. Le difficoltà dei comparti dove sono più presenti le piccole imprese ci riguardano da vicino e non vanno sottovalutate. Ogni settore ha caratteristiche e mercati diversi e non esistono soluzioni uguali per tutti. Dobbiamo capire dove stiamo perdendo terreno e creare le condizioni per rendere le nostre imprese più competitive. Un’attenzione particolare va alla moda, da sempre uno dei motori dell’economia del Fermano-Maceratese e oggi in una fase difficile. Il calo dell’export di pelle e calzature non riguarda solo chi vende direttamente all’estero, ma si ripercuote su tutta la filiera, dai produttori ai terzisti fino ai piccoli laboratori artigiani. Il rischio è perdere non solo fatturato e imprese, ma anche competenze e professionalità che sarebbe poi difficile recuperare».

«La sfida – le conclusioni – non può essere quella di riportare il distretto a com’era in passato, ma di aiutarlo a trovare un nuovo equilibrio. Significa accompagnare le imprese verso nuovi mercati e nuovi clienti, sostenere gli investimenti e l’innovazione e valorizzare le competenze che abbiamo sul territorio. Servono interventi concreti, costruiti sulle esigenze dei diversi settori, perché ciascuno sta affrontando problemi e cambiamenti differenti».


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