Liguria

Ericsson, l’azienda conferma tutti i licenziamenti. Salis: “Il Governo convochi subito un tavolo”


Genova. Fumata nera per i lavoratori Ericsson, almeno per ora. In un incontro coi sindacati, secondo quanto riferito dalle sigle, l’azienda avrebbe confermato i 131 licenziamenti e avrebbe chiuso le porte a ipotesi alternative, se non a un piano di incentivi all’esodo e alla possibilità di trasferimenti all’estero che però non sarebbero state dettagliate.

Nel pomeriggio la sindaca di Genova Silvia Salis e l’assessore al Lavoro Emilio Robotti hanno incontrato i lavoratori e poco dopo i vertici genovesi dell’azienda. “I dirigenti di Ericsson hanno dichiarato di non poter recedere dalla decisione, che rientra in una più ampia strategia del gruppo, e hanno riferito di aver avviato un confronto con il presidente di Confindustria Genova per individuare opportunità di ricollocamento sul territorio per i 131 lavoratori – spiega il Comune in una nota -. Secondo quanto affermato dai vertici locali, l’azienda è sana e non intende lasciare Genova: il ridimensionamento riguarderebbe esclusivamente la specifica area di prodotto interessata”.

“Il comportamento dell’azienda è stato assolutamente inaccettabile, senza alcun tipo di assunzione di responsabilità rispetto alla decisione di procedere a questa decisione incomprensibile con licenziamento di 131 lavoratori – commenta Giorgio Merlino, segretario generale di Fistel Cisl Liguria -. C’è stato un muro di gomma, nessuna apertura e la volontà di non fare un passo indietro: bisogna alzare il livello dell’asticella, questa vertenza deve diventare nazionale con il coinvolgimento anche del ministero competente. Quello che sta accadendo a Genova non può passare sotto silenzio. Abbiamo chiesto di avere più tempo per gestire la crisi ma ci è stato risposto negativamente. Come è fortemente preoccupante il silenzio sulle prospettive di investimento su Genova”.

“Non possiamo restare immobili davanti a multinazionali che vengono a fare affari sul nostro territorio senza assumersi una responsabilità sul futuro delle persone che vi lavorano – dichiara la sindaca Silvia Salis -. Dobbiamo fare tutto il possibile per portare il caso Ericsson all’attenzione nazionale: domani scriveremo al ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, alla ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Elvira Calderone, e al ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, per chiedere la convocazione urgente di un tavolo con i vertici nazionali e internazionali di Ericsson, le istituzioni coinvolte, a partire da Regione Liguria, le organizzazioni sindacali, Confindustria e i nostri rappresentanti in Parlamento”.

“Chiederemo a Ericsson di chiarire quali investimenti intenda fare e quale sia il suo piano industriale per l’Italia e per la sede di Genova – prosegue Salis -. Dai sindacati abbiamo appreso che l’azienda avrebbe escluso il ricorso agli ammortizzatori sociali, adducendo come motivazione i tempi ristretti. Proprio questa urgenza rende ancora più necessaria la convocazione del tavolo al più presto, per conoscere le ragioni degli esuberi annunciati e del disimpegno sul nostro territorio. Vogliamo garanzie per i 131 lavoratori a rischio, vogliamo risposte chiare sul futuro della sede degli Erzelli e sugli investimenti di Ericsson in città, a tutela sia di chi oggi rischia di perdere il posto di lavoro sia di chi continuerà a lavorarci”.

“Non possiamo accettare che un patrimonio di competenze e professionalità tecnologiche di tale rilievo venga disperso o ridimensionato con leggerezza – aggiunge l’assessore al Lavoro e ai Rapporti con le organizzazioni sindacali Emilio Robotti – le rassicurazioni sulla solidità della presenza aziendale a Genova non bastano a compensare il colpo durissimo inferto a 131 famiglie e al nostro tessuto produttivo. Per questo motivo, come amministrazione saremo al fianco dei lavoratori in ogni sede: l’obiettivo del tavolo ministeriale che la sindaca richiederà formalmente è di costringere i vertici di corporate a un’assunzione di responsabilità collettiva, coinvolgendo Governo, Regione e i parlamentari liguri per esplorare ogni strada possibile a tutela dell’occupazione e del futuro hi-tech della nostra città”.

“Non vedo un problema di Genova e tantomeno della Liguria. Non vedo un dramma dell’occupazione ligure, vedo invece il dramma di quelle persone e noi lavoreremo assolutamente per risolvere i problemi – ha commentato oggi il presidente ligure Marco Bucci -. Noi siamo sempre preoccupati per l’occupazione quando qualcuno rinuncia ai posti di lavoro. La buona notizia è sempre che i posti di lavoro in Liguria continuano ad aumentare, anche dal punto di vista dell’alta tecnologia. Noi ovviamente faremo tutto il possibile per risolvere la situazione, e se non è possibile risolverlo con questa azienda lo risolveremo attraverso altre aziende. Sta di fatto, però, che non vedo un problema del sito e non è problema che deriva dalla parte geografica. È un problema legato a quell’azienda”. Stesso ragionamento per il polo di Erzelli: “Ci sono insediamenti molto importanti: c’è Siemens, c’è l’IIT e stanno arrivano nuovi spin-off, c’è Liguria Digitale, ci saranno l’ospedale e l’università – ha ricordato Bucci -. Ci sono cose importanti, i lavori stanno andando avanti in questo momento. Come dicevo prima, non è un problema dovuto al sito”.

 “I 131 licenziamenti annunciati da Ericsson nella sede di Genova rappresentano una questione non soltanto locale, ma di rilievo nazionale, che richiede la massima attenzione da parte del Parlamento, del Governo e del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Per questo ho portato il tema oggi in aula alla Camera, intervenendo in dichiarazioni di voto. Appreso l’esito negativo dell’incontro tra i vertici di Ericsson e le rappresentanze sindacali genovesi, conclusosi senza alcuna apertura da parte dell’azienda, e in attesa delle risposte del Mimit alle interrogazioni che avremo modo di discutere già la prossima settimana, ho formalizzato anche la richiesta di audire i vertici Ericsson in commissione Attività produttive. La richiesta sarà esaminata nell’Ufficio di presidenza di mercoledì prossimo. Confidando nella condivisione dei colleghi, sarà poi possibile procedere in tempi rapidi con l’audizione”. Lo dichiara Ilaria Cavo, deputata ligure di Noi Moderati e vicepresidente della commissione Attività produttive della Camera.

 




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