Calabria

‘Ndrangheta a San Siro, il pentito Ferdico: «Vi racconto il patto tra le curve di Milan e Inter. Dimarco ci promise tre anelli»

Sarebbe stato Rosario Trimboli, presunto narcotrafficante internazionale con legami con la ‘ndrangheta, a dare il via libera al patto tra i capi ultrà delle curve di Inter e Milan in vista della Champions League 2023, quando le due squadre si affrontarono in semifinale. A raccontarlo ai magistrati è Marco Ferdico, ex capo della Curva Nord nerazzurra, che ha deciso di collaborare con la giustizia.

I dettagli dell’accordo

Nel verbale del 22 giugno, reso ai pm della Dda di Milano Paolo Storari, Stefano Ammendola e al magistrato della Dna Giovanni Musarò, Ferdico riferisce che l’accordo prevedeva che «chiunque fosse andato in finale avrebbe dato il 30% dell’incasso all’altro». Secondo il collaboratore, quando lui, Antonio Bellocco – esponente dell’omonimo clan di ‘ndrangheta ed ex dirigente della Curva Nord, ucciso nel 2024 da Andrea Beretta – e Matteo Norrito si presentarono da Luca Lucci, allora leader della Curva Sud milanista, per discutere dell’intesa, non ottennero una risposta immediata. Lucci, sempre secondo il verbale, avrebbe consultato «Sarino Trimboli», che avrebbe dato il proprio assenso facendo arrivare a Bellocco il messaggio: «Ti saluta il compare, dice che va bene, se non piove pioviggina».

L’omicidio Boiocchi e la protezione a Beretta

Nei verbali, inoltre, Ferdico torna anche sull’omicidio del 2022 dell’ex storico capo ultrà interista Vittorio Boiocchi, vicenda per la quale Beretta, lo stesso Ferdico e altri imputati sono a processo davanti alla Corte d’Assise.L’ex leader della Curva Nord riferisce anche che Andrea Beretta sosteneva di godere della «protezione» di quello che definiva «un politico di estrema destra», soprannominato «il principe», che Ferdico identifica in Matteo Costacurta. «Sono poi a conoscenza – ha dichiarato – che Costacurta è stato arrestato per svariati tentati omicidi». Costacurta, infine, risulterebbe essere stato legato in passato a Fabrizio Piscitelli, detto Diabolik, storico capo ultrà della Lazio ucciso nel 2019.

La promessa di Dimarco

«Dimarco ci aveva promesso che ci regalava un anello di … che aveva fatto per tutta la squadra con un brillante, per la seconda stella, ma ci hanno arrestati»: è uno dei dettagli di uno dei tre verbali resi, tra maggio e giugno, dall’ormai ex capo ultrà interista Marco Ferdico, ora nuovo pentito nel procedimento «doppia curva», e che ha parlato anche dei rapporti con alcuni giocatori, come il terzino nerazzurro Federico Dimarco, non indagato. Ferdico ha raccontato che lui e Andrea Beretta, ex capo ultrà della Nord interista pentito dalla fine del 2024, «volevamo andare dal procuratore di Dimarco (…) volevamo andare a dirgli che ci doveva dare i soldi, però non siamo mai andati». Secondo la versione di Ferdico, Dimarco avrebbe fatto fare un anello con brillante anche per lui, Beretta e Antonio Bellocco, anche lui ex del direttivo della Nord e ucciso da Beretta nel settembre 2024. Al pm Paolo Storari che gli ha chiesto «Dimarco vi ha promesso questi tre anelli, diciamo così?», Ferdico ha risposto: “Sì. Però non era un’estorsione». Sempre Ferdico ha messo a verbale che Radja Nainggolan, ex giocatore nerazzurro, all’epoca aveva «regalato un orologio o due a Claudio Morra», un altro dei leader in passato della curva interista.
Nei verbali dettagli in serie, tra i tantissimi passaggi omissati, anche sull’omicidio con «modalità mafiose» dell’ex capo curva Vittorio Boiocchi e sui vari business, dalla spartizione degli incassi sulla gestione dei biglietti, con tanto di cifre indicate per decine e decine di migliaia di euro, fino ai traffici di droga. Ferdico fa anche il nome di chi, a suo dire, tiene in mano ora la curva interista, ossia «Adolfo Gatto».


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