Nasce la sezione Combattenti e reduci Laterina-Pergine: unite quattro storiche sezioni

Oggi, domenica 8 novembre 2026 a Laterina si è svolta una celebrazione per ricordare i caduti della grande guerra. Nell’occasione è stata costituita la Sezione comunale Laterina-Pergine Valdarno dell’Associazione nazionale combattenti e reduci, nata dall’unione delle sezioni di Pergine Valdarno, Pieve a Presciano, Laterina e Ponticino.
Le quattro sezioni erano state fondate in anni diversi: Pergine Valdarno nel 1921, Pieve a Presciano nel 1923, Laterina nel 1933 e Ponticino nel 1939.
La cerimonia
L’iniziativa è iniziata con la messa e la benedizione della nuova bandiera. Erano presenti il sindaco Jacopo Tassini, il presidente provinciale dell’Istituto Nastro Azzurro e dell’Associazione combattenti e reduci Stefano Mangiavacchi e la presidente della sezione di Laterina-Pergine Valdarno, Giulietta Staderini.
Al termine del rito religioso si è formato un corteo, aperto dalla Filarmonica di Santa Cecilia. Lo hanno seguito le autorità e i labari delle associazioni combattentistiche e del volontariato. Il corteo ha raggiunto il monumento ai caduti, dove dopo l’alzabandiera è stata deposta una corona di alloro.
Il ricordo dei presidenti
Sono stati ricordati anche gli ultimi presidenti delle quattro sezioni. Ai familiari è stata consegnata una pergamena ricordo. Per la sezione di Laterina è stato ricordato il combattente Angiolo Severi. Per quella di Pergine Valdarno il combattente Dante Rosi e Fulvio Rosi. Per Ponticino il combattente Giuseppe Curro. Per Pieve a Presciano Ferdinando Baglioni.
Le parole di Mangiavacchi
Mangiavacchi ha ricordato: “furono proprio i combattenti della grande guerra nel 1917 a sentire il bisogno di unire le forze, fondando l’associazione – non solo per aiutarsi a vicenda e sostenere le famiglie dei caduti e dei mutilati, ma per custodire la memoria di ciò che era accaduto, trasformando il dolore del ricordo in un impegno civile per educare le nuove generazioni ai valori della concordia e del rispetto reciproco”.
Il presidente ha aggiunto: “Oggi quell’impegno morale, civile e culturale nato nelle trincee vive attraverso l’impegno e l’opera dei figli e nipoti di quei combattenti che mantengono in vita la storica associazione e trasmettano memorie e valori alle giovani generazioni”.
E ha concluso: “Proprio per questo, la memoria non è un esercizio nostalgico, ma un dovere civile: ci insegna quanto la pace sia un bene prezioso, fragile e mai scontato, da custodire giorno dopo giorno”.
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